POLITICA E VELENI

Amicone contro Febbo, la guerra continua: «carenze culturali e frustrazioni personali»

«Accecato dall’odio, si sfoga contro di me»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2190

Amicone contro Febbo, la guerra continua: «carenze culturali e frustrazioni personali»




PESCARA. Lo scontro tra Amicone e Febbo non si placa.
Va avanti da giorni e la questione dragaggio occupa nella loro diatriba lo sfondo. Mercoledì l’ultimo attacco in ordine cronologico con Febbo che ha chiesto la testa di Amicone, direttore dell’Arta, responsabile, a suo dire, dei ritardi della partenza dei lavori nel porto di Pescara. Qualche ora prima Amicone aveva annunciato querele nei confronti dell’assessore regionale che lo aveva definito «amico di Valter Lavitola».
Ora il vertice dell’Agenzia regionale di tutela ambientale sferra un nuovo colpo proprio nel giorno in cui Carlea ha annunciato che da lunedì ci saranno due draghe al lavoro  per recuperare il tempo perso.
«Il ragioniere Mauro Febbo fa citazioni in latino come "modus operandi" e usa la terminologia tecnico-giuridica di "giusta causa" tanto da sembrare dotato di adeguata preparazione accademica, eppure non riesce ad individuare la corretta fattispecie di tali erudite locuzioni, perché probabilmente carente di cultura di base», inizia Amicone.
Che poi continua: «del resto, se non riesce nemmeno di fronte ad atti ufficiali, protocollati e divulgati, a dare una ordinata e logica sistemazione mentale alla cronologia degli avvenimenti perché accecato dall'odio o spinto dall'ostinata volontà di ergersi a difesa di chi è evidentemente responsabile del ritardo del dragaggio del porto di Pescara, forse ha qualche frustrazione personale più o meno grave che certo non riuscirà a risolvere solo sfogandosi contro il sottoscritto senza ricorrere ad altri rimedi maggiormente efficaci».
Dopo l’attacco personale si passa alla questione dragaggio: Amicone conferma che l'Arta aveva concordato 15 giorni di tempo per presentare le controanalisi e validare gli ultimi dati analitici sui sedimenti del porto, fissando per il 22 marzo il termine ultimo di consegna della documentazione. «Ma tali dati in realtà», continua il direttore, sono pervenuti all'Arta il 27 marzo scorso - una serie di e-mail tra l'8 marzo e il 27 lo attestano -, quindi ignorando pure le festività pasquali i 15 giorni sarebbero scaduti oggi (ieri per chi legge, ndr), 11 aprile, mentre com'è noto l'Arta ha addirittura anticipato lunedì 8 la trasmissione della validazione al Provveditorato».
Amicone spiega inoltre che i dati diffusi con la relazione di validazione dell'Arta sono ancora "ufficiosi" perché è stata la stessa ditta Geopolaris, incaricata dalla Sidra, a trasmetterli all'Agenzia in modo informale, senza alcuna firma nè rapporti di prova a corredo che ne certifichino l'ufficialità.
«Da ciò», spiega ancora il direttore, «si comprende che è chiaramente irrilevante e superflua la dichiarazione rilasciata dal Sottosegretario Improta, secondo il quale il dragaggio non poteva iniziare senza la validazione dell'Arta e che di conseguenza, senza dubbio in buona fede perché non aggiornato sull'evoluzione dei fatti, attribuiva all'Arta stessa la responsabilità del mancato inizio del dragaggio.
Per le stesse ragioni è parimenti irrilevante la nota con la quale ho precisato che non potevo rispettare la tempistica stabilita inizialmente perché anche se nel frattempo i tecnici lavoravano ugualmente a pieno ritmo, e la conclusione della validazione lo dimostra, non era stata ancora sottoscritta la convenzione stipulata in effetti il 28 marzo ad attività già quasi ultimate».

LA QUERELA
«Sulla serenità dell'Assessore Febbo per la querela da me annunciata poi nutro qualche dubbio», continua, «dal momento che si è già preoccupato di trovare l'avvocato e guarda caso si tratta proprio del collega Carlo Costantini, che è stato querelato dal sottoscritto per lo stesso motivo e a questo punto immagino voglia difendere Mauro Febbo per difendere se stesso. Complimenti a tutti e due, non c'è che dire»

LA RIMOZIONE
Per quanto riguarda infine la richiesta della rimozione dall'incarico di direttore generale dell'Arta che Febbo vorrebbe avanzare al Consiglio regionale («non è forse al corrente che la nomina e revoca di tale incarico è di competenza della Giunta di cui fa parte?»), «se l'Assessore dovesse davvero accertare danni alla marineria pescarese legati ai ritardi nel dragaggio, sono convinto che i pescatori non avrebbero certo bisogno della sua difesa in quanto sanno benissimo di chi è la responsabilità di questa infinita emergenza. Piuttosto si preoccupi Febbo di trovare i ristori di cui la marineria ha diritto e non perda tempo a mettere insieme dossier a mio carico con prove inesistenti».