ACQUA E VELENI

Acqua, Pd contro Caputi: «le sue denunce sono tardive. Organo terzo certifichi i debiti»

«Verifica dei bilanci sia affidata all’ordine dei Commercialisti»

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Acqua, Pd contro Caputi: «le sue denunce sono tardive. Organo terzo certifichi i debiti»

Camillo D'Alessandro





ABRUZZO. «Il Commissario Caputi oggi grida e vuole apparire un marziano rispetto alla situazione dell’acqua».
Il Partito Democratico presenterà un documento in occasione del prossimo Consiglio regionale (martedì) e sostiene che le recenti denunce del commissario dell’Ato siano quantomeno «stravaganti». Tardive e intempestive, arrivate 6 anni dopo il commissariamento.
Qualche giorno fa proprio Caputi ha denunciato una situazione insostenibile: i debiti totali sono 300milioni mentre i crediti iscritti nei bilanci sono 200 milioni ma lo stesso commissario straordinario nutre seri dubbi che quei crediti siano tutti davvero esigibili.
Tra le situazioni debitorie più compromesse vanno segnalati i casi gravi della Cam Spa, che ha accumulato debiti per 51 milioni di euro (su ricavi di produzione di 19 milioni); della Ruzzo Spa, con 65 milioni di euro (su ricavi produzione di 36 milioni); e dell'Aca Spa con 92 milioni di euro (su ricavi produzione di 43 milioni).
Sempre Caputi ha raccontato che le società pubbliche hanno schivato e «deriso» il tentativo di controllo.


Adesso i consiglieri regionali del Pd chiedono che sia un organo terzo ed indipendente a certificare la massa debitoria e dei crediti degli Ato e delle società di gestione. Propongono che venga affidato all'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili la verifica dei bilanci e dei crediti e debiti. Perché «solo cosi sarà possibile approvare piani di ristrutturazione del debito che non si scarichino sulle tariffe». Ma il partito chiede anche che si passi alla istituzione del soggetto gestore unico regionale, superando gli attuali sei e che le nomine avvengano dietro bando di evidenza pubblica affinché si scelgano le professionalità e non le appartenenze.
«Quando Chiodi si insediò», ha ricordato il capogruppo del Partito Democratico Camillo D’Alessandro, «trovò già le Ato commissariate e fu proprio il suo ex predecessore, Del Turco, a commissariarli a luglio del 2007».

Prima vi erano sei commissari, uno per ogni Ato, poi si è passato ad un commissario unico, ma la sostanza non cambia: «ci troviamo di fronte ad una costanza della funzione commissariale da parte della Regione che coincidono, quasi tutti, con il governo Chiodi. Cosa ha fatto il presidente in questi anni ? Silenzio ed inerzia»
«Non solo - incalza il capogruppo del Pd - nel 2011 la maggioranza ha approvato la legge di riforma con la costituzione dell'Ato unico regionale, l'ERSII. Da allora però la legge non è stata attuata e Chiodi dove era?» Perché «tale clamorosa inerzia», chiede il Partito Democratico, perché solo oggi la denuncia? «Evidentemente Chiodi la vuole mettere in "caciara" per aprire le porte ai privati nella gestione dell'acqua o, forse, per scaricare sui cittadini i debiti sulle tariffe dell'acqua».