SANITA'

Caos ticket per le esenzioni, i cittadini costretti a file spesso inutili

Difficile capire i disservizi senza coordinamento e informazioni

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Caos ticket per le esenzioni, i cittadini costretti a file spesso inutili

Marinella Sclocco




ABRUZZO. Caos nei Cup e nei Distratti sanitari, qualche difficoltà anche in farmacia per il mancato aggiornamento dei codici di esenzione ticket.
E in aggiunta anche le legittime rimostranze degli addetti agli sportelli dove si prenotano visite o prestazioni specialistiche. Spesso la rabbia degli utenti si scarica infatti sugli incolpevoli addetti che debbono rifiutare la prenotazione o il pagamento ticket, facendo imbufalire chi ha sprecato una mattina per regolarizzare la sua posizione.
C’era dunque molta distanza con l’atmosfera ovattata della conferenza stampa in cui Chiodi illustrava i successi della sua sanità: tutt’altro umore e rumori di grida e di contestazioni arrivavano invece dal popolo del ticket. Non è stato facile ricostruire cosa sta succedendo e perché. Ma dopo una caccia al tesoro tra gli uffici dell’assessorato alla sanità, tra la Asl e tra i medici di famiglia, forse siamo riusciti a capire cosa è successo. Un dato appare subito evidente: del cittadino utente non si preoccupa nessuno, manca ogni informazione, non tutti i medici collaborano a rendere facile la vita burocratica dei loro assistiti, i burocrati non comunicano tra loro.
E’ capitato che si sono andati a sovrapporre due scadenze importanti: la modifica dei codici di esenzione per malattia e quella per reddito. Per i primi, la modifica è partita da oltre un anno e ne è stata data notizia ai medici ed ai farmacisti ai quali è stato dato tempo 6 mesi per completare l’operazione. E con la collaborazione dei cittadini e la messa in preallarme dei distretti, l’operazione è stata completata quasi al 100%, senza particolari disagi. C’è stata così l’uniformazione dei codici abruzzesi a quelli nazionali, altrimenti andando fuori regione si rischiava di pagare perché il codice non veniva riconosciuto. L’altra esenzione è quella per reddito. Ogni anno, a fine marzo, il Ministero dell’economia invia ai medici di famiglia l’elenco degli assistiti che, in base alla dichiarazione dei redditi, sono considerati esenti.
Ma si tratta di un elenco statico e non sempre molto aggiornato, visto che possono intervenire situazioni che modificano lo status economico del cittadino: un licenziamento, una cassa integrazione ecc. ecc. In questo caso è necessaria un’autocertificazione per accedere all’esenzione e questa operazione si effettua nei distretti dove le file sarebbero state evitate con più personale. Però sembra che quest’anno dalla Regione non sia partito nessun preallarme per potenziare l’organizzazione dei distretti, di qui le code kilometriche inutili, le proteste, gli insulti a chi rappresenta la sanità regionale, cioè gli addetti allo sportello. Forse questo è uno scampolo della sanità vera che non è migliorata, a differenza di quello che sostiene Chiodi. 


«Prima di vantare pareggi di bilancio Chiodi ci restituisca i servizi - dichiara Marinella Sclocco, consigliere regionale Pd, intervenendo sui disordini al distretto di via Rieti a Pescara - chiaramente se non si spende, si risparmia, ma a farne le “spese”, quelle vere, sono i cittadini, i malati. La nostra è a tutti gli effetti una Sanità ancor più malata. Voglio capire - afferma Sclocco - come è possibile che il nostro presidente continui a vantare successi in materia di politiche della salute quando i cittadini che amministra sono costretti, come è accaduto a Pescara, a fare interminabili code ad uno sportello automatico per ritirare il certificato di esenzione dal ticket. Vantarsi di essere il risanatore di un Servizio Sanitario così, ridotto in queste condizioni, mi sembra cosa assurda. Chiederò spiegazioni in question time. Chiodi potrà dire di aver risanato la Sanità abruzzese dopo aver restituito il diritto alla salute all'ultimo dei cittadini della nostra regione. Non un minuto prima».
s. c.