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Abruzzo. Legambiente su Ombrina Mare: «operazione insensata»

Sale l’attesa per la grande manifestazione in programma sabato a Pescara

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universitari contro petrolio ombrina mare

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ABRUZZO. Legambiente ha presentato il dossier “Ombrina Mare: storie e numeri di un’operazione insensata”.
Nel documento l’associazione ha inserito le «forzature normative», le presunte compiacenze e l’aleatorietà dei numeri che «non convincono».
Tutti fatti e i riferimenti contenuti nel dossier sono stati acquisiti con accesso agli atti presso il Ministero dell’Ambiente in data 8 marzo 2013.
Tra le contestazioni: petrolio di pessima qualità e in quantità irrisorie, sufficiente a coprire appena lo 0,2% del consumo annuale nazionale; gas insignificante e corrispondente ad appena lo 0,001% del consumo nazionale. E poi «royalties per la regione Abruzzo vergognose ed offensive: il valore di mezza tazzina di caffè all’anno per ogni cittadino abruzzese – dichiara Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo –. Altrettanto privo di significato è il canone annuale del permesso di ricerca equivalente ad appena tre mesi di assegno sociale da dividere tra tutti gli abruzzesi».

«La situazione è allarmante e totalmente fuori controllo: nella sola zona a mare, tra istanze e permessi di ricerca, istanze e concessioni di estrazione di idrocarburi, interessa una superficie di oltre 6.000 chilometri quadrati – dichiara Luzio Nelli, membro della segreteria regionale di Legambiente – In tal senso, è fortemente criticabile l’atteggiamento del Ministero dell’Ambiente che, in un anno e mezzo di tempo, ha disatteso una norma dello Stato, consentendo a Ombrina Mare di superare indenne i divieti posti a tutela dei mari italiani».

«Particolarmente grave la situazione, e altrettanto saranno le conseguenze, per l’Abruzzo che, nell’inquietante quadro del Ministro del petrolio Passera, sarebbe condannato a regione petrolchimica – dichiara Giuseppe Di Marco, membro della segreteria regionale di Legambiente – Lo sviluppo economico e l’uscita dalla crisi nel settore energia passano, al contrario di quanto sostiene il ministro, per una strada diversa, quella fondata sullo sviluppo delle rinnovabili e di serie politiche di efficienza in tutti i settori».

L’associazione infine, stigmatizza l’operato del Governo Monti che ha attuato «una vera e propria mutazione normativa ad societates» che, in «maniera lampante, evidenzia le favorevoli condizioni di vantaggio godute dalle compagnie petrolifere; condizioni che trovano perfetta sintesi nell’imbarazzante lettera di ringraziamento inviata al ministro Clini da Sergio Morandi, Amministratore Delegato della Medoilgas Italia S.p.A., appena dopo l’approvazione del decreto sviluppo sblocca trivelle. Lo stesso ministro Clini che, qualche mese prima, si era mostrato ben contento di incontrare le società petrolifere britanniche, qual è la Medoilgas Italia S.p.A»..


Intanto la regione si prepara alla mobilitazione generale che si terrà sabato 13 aprile a Pescara (partenza alle ore 15:30, dal Ponte del Mare in area Madonnina).
Ieri gli studenti della D'Annunzio hanno già manifestato contro la petrolizzazione dell'Adriatico
Gli attivisti dell'assemblea degli universitari si sono riversati nel piazzale della Facoltà di Lettere. Durante l'azione, uno studente ha letto un volantino nel quale sono state riportate le motivazioni della mobilitazione contro «'tutte le opere che sfruttano e devastano il territorio in nome del profitto di pochi»', per ribadire l'invito a partecipare alla manifestazione prevista il prossimo 13 Aprile a Pescara. Nello stesso momento, dal terzo piano del polo didattico, è stato calato uno striscione con lo slogan: ''No Ombrina, no speculazione''. A fine flash mob, i partecipanti si sono sparpagliati nei luoghi nevralgici del Campus armati di megafono e cartelloni, tute bianche e maschere antigas: nelle aule, nelle biblioteche, nella mensa comune, per coinvolgere e informare l'intera popolazione universitaria.
Sono stati inoltre simbolicamente apposti sulla statua di D'Annunzio una maschera antigas e un cartellone con il più celebre componimento del poeta ''riadattato'' per l'occasione: «Sulle soglie del bosco non odo parole che dici umane, ma EMISSIONI venir dal mare»'.

IL PROGETTO
Il progetto “Ombrina Mare” prevede la realizzazione in mare, a 6 km dalla costa dei Trabocchi, in provincia di Chieti, di una piattaforma di estrazione (35 metri x 24 m e 43,50 m di altezza sul livello medio marino) alto come un palazzo di 10 piani. Essa sarà collegata ai 4/6 pozzi che dovrebbero essere perforati in un periodo di avvio del progetto della durata di 6/9 mesi. «Solo in questa fase verrebbero prodotti oltre 14 mila tonnellate di rifiuti, soprattutto fanghi di perforazione», denunciano gli ambientalisti.
La piattaforma sarà collegata ad una grande nave riadattata per diventare una vera e propria raffineria galleggiante, definita Floating Production Storage and Offloading (FPSO), posizionata con ancoraggi a 10 km di distanza dalla costa. La nave avrebbe le seguenti dimensioni: 320 m di lunghezza per 33 di larghezza e 54 m di altezza massima (per paragone: l’ingombro dello Stadio Adriatico di Pescara da curva a curva è 220 metri). La nave è destinata alle operazioni di separazione dell’olio dal gas, dissalazione ed al delicato processo di desolforazione del gas: tre fasi normalmente considerate negli schemi dei petrolieri proprie della raffinazione (che, poi, ne comprende anche altre).
Ogni mese, per 25 anni, la FPSO verrà avvicinata da un'altra nave che caricherà l’olio per trasportarlo verso altre destinazioni.