DOCUMENTI SEGRETI

Abruzzo/Wikileaks: spunta pranzo tra Remo Gaspari e ambasciatore Usa

Nel 1975, tutti i dubbi e le perplessità sulla crisi della Dc

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Abruzzo/Wikileaks: spunta pranzo tra Remo Gaspari e ambasciatore Usa

Remo Gaspari




ABRUZZO. E' l'11 marzo 1975. Remo Gaspari, potente dirigente della Democrazia Cristiana, è a pranzo con Anthony Volpe, ambasciatore statunitense a Roma.
L'incontro viene reso pubblico solo ora, grazie a Wikileaks, l'organizzazione guidata da Julian Assange. A riferire sul contenuto del ‘cable’ è l’agenzia parlamentare sul proprio sito internet. Tra le migliaia di documenti che riguardano le comunicazioni tra l'ex Segretario di Stato, Henry Kissinger, e le ambasciate Usa in tutto il mondo, c'è questo racconto che, da Roma, arriva al Dipartimento di Stato e alla Nato.


A differenza degli altri documenti svelati da Assange questi sono stati desecretati dal Governo Usa e Wikileaks si è limitato ad assemblarli in un database, chiamato “PlusD” (Public Library of the United States Diplomacy). Una sorta di motore di ricerca dove si può procedere per chiavi di ricerca.
Al diplomatico Usa l'ex ministro abruzzese confida preoccupazioni e auspici per il delicato momento politico italiano, con la Dc che arranca e il Pci che avanza.
Marzo 1975, piena guerra fredda e gli Usa guardano con attenzione alle vicende politiche italiane. Gaspari è preoccupato, ma non disfattista. Fanfani, il segretario della Dc, dovrebbe avere ancora un solido appoggio all'interno del partito, dice il politico abruzzese al diplomatico italoamericano, e per questo la Dc nelle regionali di giugno non dovrebbe perdere «più del 3 per cento». 


Ma - avverte Gaspari - c'è il rischio concreto di una vittoria della sinistra in molte amministrazioni. In particolare in Liguria e Marche.
E in effetti a giugno la Dc perde poco più del 3 per cento, la Liguria (ma non le Marche) viene conquistata da una giunta comunista. Fanfani viene sostituito alla guida della Dc da Zaccagnini. In questo quadro di cambiamento, Gaspari rivela a Volpe di avere paura che molti italiani vedano l'interesse americano in Italia indebolirsi e lo esorta affinché l'America continui a puntare sul nostro Paese: «Gli Usa - dice Gaspari nel cablogramma che finisce a Washington - devono quindi rendere chiaro ai leader italiani come Moro e Rumor il loro continuo interesse e supporto per un'Italia democratica ed economicamente prospera».

*** IL CABLE ORIGINALE