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L’Abruzzo svenduto ai petrolieri: un km quadrato costa 5 euro all’anno

Nuova mega concessione alla Petroceltic: per 6 anni pagherà 14mila euro

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L’Abruzzo svenduto ai petrolieri: un km quadrato costa 5 euro all’anno

L'area della concessione

 

 




ABRUZZO. Ennesima concessione di un titolo minerario per ricerche petrolifere nel tratto di mare antistante Pescara, Francavilla ed Ortona.
Nei giorni scorsi il Wwf ha scoperto che il governo dimissionario ha realizzato un nuovo «colpo di mano», concedendo il 15 marzo 2013 un permesso di ricerca di idrocarburi (liquidi e gassosi) in mare per 6 anni alla società Petroceltic. Si tratta di una porzione di Adriatico enorme antistante Pescara, Francavilla e Ortona, dell'estensione di ben 50.000 ettari che ora sarà destinati alla ricerca di idrocarburi.
Quanto costa al privato? Quanto lo Stato richiede alle multinazionali del petrolio per le analisi geologiche, per installare trivelle, piattaforme e succhiare l’oro nero?
E’ presto detto. Una miseria: il prezzo è stabilito chiaramente nero su bianco all’interno di ogni decreto che concede il via ai lavori. In questo caso, come si legge nel documento firmato da Franco Terlizzese, il costo è di 5,16 euro per km quadrato (che l’azienda deve versare allo Stato) per un totale di 2.400 euro all’anno che per 6 anni sono 14.675 euro.
L’estensione del permesso è, infatti, di 474km quadrati. La società dovrà iniziare le indagini geologiche e geofisica entro 12 mesi dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale ed i lavori di perforazione entro 42 mesi. Inoltre dovrà osservare le varie prescrizioni imposte anche dal codice della navigazione e tutelare l’ambiente marino, la pesca e le norme internazionale sulla navigazione marittima ed aerea.
Dovrà inoltre adottare «ogni misura possibile» per la protezione dell’ambiente.

 

LA REGIONE ASSENTE
Anche in questo caso (come su Ombrina) la Regione Abruzzo non ha fatto pervenire il proprio parere mentre il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dato parere favorevole già a maggio 2011. Non sono pervenute osservazioni da parte dei cittadini.
La prospezione geologica e geofisica sarà attuata con la tecnica dell’airgun: ci sono prescrizioni precise affinchè non si creino conseguenze negative alla fauna ittica.
«Nel caso che si accerti la presenza di mammiferi marini all’interno della zona», si prescrive nel decreto, «l’inizio delle attività deve essere posticipato fino all’allontanamento degli animali, attendendo almeno 30 minuti dall’ultimo avvistamento. E 30 minuti prima dell’inizio degli spari gli osservatori dovranno accertare la assenza dei singoli individui».
Nella zona da anni si verifica il passaggio di numerosi branchi di delfini che vengono anche spesso avvistati e fotografati. L’area è particolarmente vasta e non è chiaro come si possa controllare interamente e attentamente.


Nel 2012 il Ministero aveva interessato della questione anche le capitanerie di porto di Ortona e Pescara che hanno dovuto rimettere un parere. Entrambe hanno espresso parere favorevole «solo ai fini della sicurezza della navigazione» e tutte e due hanno evidenziato che «non essendo ben specificate le modalità di svolgimento della attività di perforazione, qualora si rendesse necessario il posizionamento di piattaforme o teste di pozzo la società dovrà richiedere alla capitaneria il rilascio di apposite concessioni demaniali marittime». La capitaneria di porto di Termoli si è invece tirata fuori sostenendo che «la zona non rientra nella su giurisdizione».
«Intere comunità si oppongono a queste proposte ma i ministeri vanno avanti lo stesso come se nulla fosse», protesta Luciano Di Tizio del Wwf. Gli ambientalisti chiedono agli enti, a partire dal comune di Pescara, di fare ricorso al Tar «contro quest'ennesima decisione che va contro gli interessi ambientali ed economici della regione. Vi è ormai un deficit di democrazia che deve essere colmato. La manifestazione di sabato 13 aprile, a Pescara con partenza dalla Madonnina alle ore 15:30 è un appuntamento da non perdere a cui invitiamo a partecipare tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro sostenibile dell'Abruzzo e del suo mare».