RITORNO AL PASSATO

Abruzzo/Innovazione e tecnologia, dopo i 100mln sprecati arrivano nuovi progetti

Nuovi organismi da pagare per fare progetti simili a quelli mai realizzati

Redazione Pdn

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Abruzzo/Innovazione e tecnologia, dopo i 100mln sprecati arrivano nuovi progetti

Alfredo Castiglione

 
ABRUZZO. Conferenze stampa, progetti spiegati per pochi adepti, tante parole, tante promesse, molta filosofia.
 Stringi stringi alla fine arrivano nuove palate di milioni dall’Europa per finanziare ancora progetti tecnologici e siti internet.
Peccato che a volte i progetti da realizzare siano in molti casi simili negli obiettivi a quei fantasmagorici progettati mai concretizzati per 100mln di euro erogati nello scorso decennio.
La storia non ci insegna nulla e così in perfetto stile italico dimenticato uno scandalo se ne prepara un altro, cambiando un po’ le carte in tavola e buttando giù qualche parola nuova che fa molto “social”. Ora i nuovi progetti si basano sempre sul web ma aggrappandosi alle nuovissime tecnologie come il “mobile” o i social network per spargere la voce.
Dunque si parte dai “poli di innovazione” che rimpiazzano i vecchi consorzi per arrivare a progetti (per ora idee) che rilanciano il commercio, il turismo, l’industria e tutto quello che si può rilanciare (oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta).
Nei giorni scorsi con la consueta enfasi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione «per illustrare le attività del Polo di Innovazione S.A., gli obiettivi, i moduli e i progetti di ricerca in essere».
Padrone di casa e cerimoniere il vice presidente Alfredo Castiglione. «La Regione Abruzzo ha puntato molto sulla costituzione dei Poli d’Innovazione», ha detto, «lo ha fatto per lavorare su un cambio di passo culturale basato su collaborazione, condivisione delle conoscenze, trasferimento tecnologico, possibilità di creare nuove alleanze in grado di dar vita a reti d’imprese e a nuove filiere produttive».
Il Polo dovrebbe operare nell’ambito dei servizi avanzati, «svolgendo attività di consulenza, formazione, trasferimento tecnologico, ideando e portando a termine progetti di ricerca, organizzando iniziative di confronto e scambio di saperi, modelli, pratiche organizzative in forma di workshop, convegni ma anche attraverso forum e seminari on-line all’interno di specifiche web-community».

POLOSA ED I PROGETTI PER IL FUTURO
La parola da ricordare è Polosa (cioè Polo S.A) che è l’organismo intorno al quale ruotano i progetti (che chiamano “moduli”).
C’è dunque il “Modulo Centro Servizi&Pos” che dovrebbe «realizzare una piattaforma relazionale web based (POS) e un Centro Servizi (CS) per la gestione del patrimonio informativo e dei servizi del polo, la valorizzazione delle relazioni tra i polisti, le imprese terze e gli stakeholder, italiani e stranieri, dell’innovazione».
C’è il “Modulo Traiettorie di Sviluppo” che dovrebbe avere il compito «di recepire e interpretare le esigenze tecnologiche delle imprese sociali, allo scopo di indirizzare su specifici temi di rilevanza, le azioni regionali di sostegno alla ricerca».
Ci sono poi progetti che riguardano la «Fabbrica della Conoscenza, un luogo virtuale e reale che ha il compito di aggregare soggetti differenti, alimentando discussioni e iniziative su: creatività e organizzazione;  green economy; orientamento;  start-up».
C’è poi l’area tematica per lo sviluppo delle «risorse intangibili che, partendo dalle analisi dei fabbisogni formativi, organizzerà percorsi di formazione tarati sulle esigenze delle aziende pubbliche e private, puntando in particolar modo su innovazione organizzativa, gestionale, informativa e tecnologico-informatica».
E poi sono previsti progetti di ricerca come “E – Health Technology” un progetto che «intende perseguire un’azione di ricerca e svolgere delle indagini critiche sui possibili sviluppi tecnologici derivanti dall’avvento delle innovazioni informatiche di ultima generazione, applicate al settore socio sanitario».
Tutto lodevole: quali buone intenzioni potrebbero essere criticate?
C’è da aggiungere però che questo nuovo polo ha ragione di esistere perché esistono finanziamenti europei che bisogna spendere e così si finanziano progetti ma nel frattempo si crea anche una nuova struttura organizzativa con un consiglio di amministrazione e nuovi “posti fissi” da retribuire.
Attualmente fanno parte di Polosa il presidente Giuseppe Cetrullo, il direttore Maria Ida Masci, il Responsabile Amministrativo Diamante D’Agostino,  il Responsabile Gestione Contabile Gianluigi Conti, la Responsabile della Segreteria Marta Conti.
Le spese di questi organi saranno pagati con i finanziamenti Europei? E quanto ci costa questo nuovo organismo?
Forse è presto per dirlo ma le stime per ora rimangono nel cassetto della Regione (nulla si dice sul sito internet).
Problema numero due: quanto è etico finanziare e proporre progetti che hanno il medesimo scopo di alcuni progetti finanziati e mai realizzati o mai realmente resi utili?
Certo parlare di etica in questo periodo fa sorridere però il problema è pratico e tutto “contabile”: sareste contenti se vi facessero pagare 2 volte la stessa cosa?

IL BUCO NERO

Il problema è tutto qua: 100 mln di euro sono finiti nel nulla senza che gli abruzzesi possano ormai più sapere perché, con buona pace di chi ne ha goduto. E’ vero però che possiamo conoscere i progetti che dovevano essere realizzati e che invece non ci sono. 

In una inchiesta di PrimaDaNoi.it, dimenticata in fretta,  avevamo individuato una serie di progetti di siti internet costati un occhio della testa per raggiungere un totale di 100mln di euro. Anche in quella occasione si parlava di turismo, cultura, industria, salute… tutti progetti che se fossero stati realizzati oggi avremmo molto di più e forse staremmo molto meglio. Quanto meno il Polosa potrebbe investire su altri progetti perché quelli su cui punta oggi ci sarebbero stati già…
Si tratta di un elenco sterminato di progetti non realizzati o realizzati solo in apparenza.

Una seconda lista era quest’altra.
 C’era un progetto che comprendeva un sito internet per fare arrivare in Abruzzo turisti a palate costato uno sproposito (2,2 mln di euro) con risultati seppelliti con qualche risata amara.
C’era poi tra gli altri il sito per lo sportello unico per le imprese è rimasto pe fortuna esempio “unico” al mondo anche questo costato una cifra che nessuno ha giudicato non congrua né la Corte dei Conti ne ha verificato la spesa corretta.
Reazioni a tutto questo? Nulla di nulla.
Domenico Longhi e Castiglione fecero allora solenni promesse, poi passato il momento ovviamente tutto è andato in cavalleria…
Problemi? Ma figurarsi è tutto ok.
Anzi quello dell’informatica nel decennio trascorso è stata addirittura una sfida vinta e se lo dice l’assessore….
Per non parlare del ruolo dell’Arit, il gemello di Abruzzo Engineering, che oggi si trova a dover fare i conti con i precari licenziati e dunque con problemi per la realizzazione di progetti finanziati nel… 2002. Centinaia di milioni di euro spesi senza alcun controllo effettivo sui risultati, nel silenzio assoluto.
Si cambia decennio finalmente e si può ripartire da zero.  
Anche perchè zero è stato fatto.