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Abruzzo/ Non è giornalista (ed è indagata): la Regione la conferma a capo dell’ufficio stampa

Dopo le polemiche l’Ente non arretra

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Abruzzo/ Non è giornalista (ed è indagata): la Regione la conferma a capo dell’ufficio stampa

Chiodi e Pallotta

ABRUZZO. Le proteste dei giorni scorsi non sono servite a nulla.

 

Non è giornalista (ed è indagata): la Regione la conferma a capo dell’ufficio stampa
Dopo le polemiche l’Ente non arretra
Regione, abruzzo, vanna andreola, alfredo castiglione
ABRUZZO. Le proteste dei giorni scorsi non sono servite a nulla.
Così come le rassicurazioni del vice presidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione, che aveva promesso di rimediare all’errore. 
Con «sorprendente scarso senso di responsabilita'», denuncia l’Assostampa e l’Ordine dei Giornalisti, la giunta regionale abruzzese, oggi, ha respinto la proposta del vicepresidente di revocare la delibera con la quale la scorsa settimana l' esecutivo aveva affidato la dirigenza del Servizio Stampa ad un non giornalista, ossia Vanna Andreola, (dirigente indagata per una presunta distrazione di Fondi europei), suscitando le proteste dei giornalisti abruzzesi e degli stessi giornalisti in servizio presso l' Ufficio stampa della Regione. 
Mancanza di requisiti, dunque, ma anche momento delicato per la dirigente, in attesa dell’udienza preliminare, che a questo punto dovrà coordinare i giornalisti che lavorano per la giunta Chiodi. 
A prendere nuovamente posizione sul 'caso' sono ancora i due organismi di categoria. «Aver oggi confermato questa scelta che e' in contrasto con la legge - scrivono in una nota congiunta Assostampa e Odg - comporta da parte della Giunta un' assunzione di responsabilita' che potrebbe avere serie e gravi conseguenze sull'operativita' di un fondamentale servizio che sta alla base della trasparenza delle azioni politico-amministrative della Giunta regionale e di conseguenza sulla possibilita' dei cittadini di esserne correttamente e compiutamente informati. Cio' a prescindere dal fatto che la Regione abbia o no recepito la legge 150 del 2000 che affida ai giornalisti la dirigenza dell'Ufficio stampa. Cio' a prescindere anche dal fatto che la Regione abbia potuto fino ad oggi far dirigere questo servizio a un non giornalista. Se lo ha fatto lo ha fatto calpestando l'elementare norma, dal punto di vista del contenimento dei costi della pubblica amministrazione, che vuole che a dirigere le testate giornalistiche della regione (rivista e agenzia di stampa) sia il dirigente del settore».
Infatti Vanna Andreola non potra' assumere la direzione di tali testate perche' non e' giornalista. «Che si fa allora?», chiedono i giornalisti. «Si continua a far dirigere l'agenzia di stampa, che tutti i giorni sforna comunicati della Giunta, ad un giornalista esterno, che da quel che ci risulta non ha piu' messo piedi in Regione? Con quali costi e a carico di chi? L' Ordine e il Sindacato dei giornalisti abruzzesi - prosegue la nota - chiedono chiarezza su questi argomenti. Chi dirige le testate giornalistiche della regione? Viene pagato? Questo direttore esercita effettivamente questa funzione, ossia si reca regolarmente sul posto di lavoro, oppure e' solo un prestanome pagato senza lavorare. E, ancora, la sua attivita',o presunta tale, viene prestata a titolo gratuito? Chiediamo al presidente della Regione di darci risposte chiare ed immediate perche' ne va della sua credibilita' e della trasparenza amministrativa della giunta che presiede». 
Oggi del caso si era occupato anche la stampa nazionale. A scriverne è stato Il Fatto quotidiano. La stessa Andreola ha chiarito che non è stata lei a chiedere di essere assegnata a quell’ufficio ma ha chiesto semplicemente di tornare in servizio. 

Così come le rassicurazioni del vice presidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione, che aveva promesso di rimediare all’errore. Con «sorprendente scarso senso di responsabilita'», denuncia l’Assostampa e l’Ordine dei Giornalisti, la giunta regionale abruzzese, oggi, ha respinto la proposta del vicepresidente di revocare la delibera con la quale la scorsa settimana l' esecutivo aveva affidato la dirigenza del Servizio Stampa ad un non giornalista, ossia Vanna Andreola, (dirigente indagata per una presunta distrazione di Fondi europei), suscitando le proteste dei giornalisti abruzzesi e degli stessi giornalisti in servizio presso l' Ufficio stampa della Regione. Mancanza di requisiti, dunque, ma anche momento delicato per la dirigente, in attesa dell’udienza preliminare, che a questo punto dovrà coordinare i giornalisti che lavorano per la giunta Chiodi. A prendere nuovamente posizione sul 'caso' sono ancora i due organismi di categoria. «Aver oggi confermato questa scelta che e' in contrasto con la legge - scrivono in una nota congiunta Assostampa e Odg - comporta da parte della Giunta un' assunzione di responsabilita' che potrebbe avere serie e gravi conseguenze sull'operativita' di un fondamentale servizio che sta alla base della trasparenza delle azioni politico-amministrative della Giunta regionale e di conseguenza sulla possibilita' dei cittadini di esserne correttamente e compiutamente informati. Cio' a prescindere dal fatto che la Regione abbia o no recepito la legge 150 del 2000 che affida ai giornalisti la dirigenza dell'Ufficio stampa. Cio' a prescindere anche dal fatto che la Regione abbia potuto fino ad oggi far dirigere questo servizio a un non giornalista. Se lo ha fatto lo ha fatto calpestando l'elementare norma, dal punto di vista del contenimento dei costi della pubblica amministrazione, che vuole che a dirigere le testate giornalistiche della regione (rivista e agenzia di stampa) sia il dirigente del settore».

 

Infatti Vanna Andreola non potra' assumere la direzione di tali testate perche' non e' giornalista. «Che si fa allora?», chiedono i giornalisti. «Si continua a far dirigere l'agenzia di stampa, che tutti i giorni sforna comunicati della Giunta, ad un giornalista esterno, che da quel che ci risulta non ha piu' messo piedi in Regione? Con quali costi e a carico di chi? L' Ordine e il Sindacato dei giornalisti abruzzesi - prosegue la nota - chiedono chiarezza su questi argomenti. Chi dirige le testate giornalistiche della regione? Viene pagato? Questo direttore esercita effettivamente questa funzione, ossia si reca regolarmente sul posto di lavoro, oppure e' solo un prestanome pagato senza lavorare. E, ancora, la sua attivita',o presunta tale, viene prestata a titolo gratuito? Chiediamo al presidente della Regione di darci risposte chiare ed immediate perche' ne va della sua credibilita' e della trasparenza amministrativa della giunta che presiede».  Nei giorni scorsi anche il comitato 5 euro netti aveva protestato per questa scelta: «Evidentemente le competenze e le capacità, insieme a storie e percorsi professionali al di sopra di ogni sospetto, non sono requisiti considerati indispensabili e necessari dalla Regione».

Oggi del caso si era occupato anche la stampa nazionale. A scriverne è stato Il Fatto quotidiano. La stessa Andreola ha chiarito che non è stata lei a chiedere di essere assegnata a quell’ufficio ma ha chiesto semplicemente di tornare in servizio.