INQUINAMENTO

Abruzzo/Inquinamento Fiume Trigno, esposto del Wwf alla Procura e alla Commissione Europea

«Corso d’acqua ridotto a fogna»

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ABRUZZO. Il Wwf nei giorni scorsi ha inviato un dettagliato esposto sulla situazione di inquinamento del fiume Trigno.
Nella nota, oltre a chiedere delucidazioni circa le cause di tale criticità ambientale, con il fiume ridotto ad una vera e propria fogna, si pongono una serie di domande circa la procedura di potabilizzazione delle acque fluviali ai fini del consumo idropotabile.
Nell'esposto si richiamano i referti dell'Arta relativi alla situazione della qualità delle acque del fiume Trigno alla traversa di Lentella tra il 2011 e il 2012, indagini finalizzate alla classificazione delle acque fluviali ai fini della successiva potabilizzazione. I documenti evidenziano un notevole inquinamento di tipo microbiologico e, in particolare, la presenza in almeno 3 mesi di rilevamento, della pericolosa Salmonella. Il Wwf, scrivendo agli enti e alle Procure di Larino e di Vasto, ha richiamato le numerose ordinanze che i comuni di molte regioni italiane hanno emesso in presenza di Salmonella spp nelle acque. Gli enti dispongono solitamente sia il divieto di irrigazione dei campi sia il divieto di consumo dei pesci senza una preliminare cottura a 72 gradi (oltre a disporre di lavarsi attentamente le mani dopo essere entrati in contatto con l'acqua contaminata).
L'associazione si chiede quali provvedimenti hanno preso gli organi competenti nelle occasioni in cui è stata rilevata la presenza di Salmonella nel fiume Trigno.
Il Wwf richiama altresì i dati recentemente diffusi dall'Arpa Molise relativi alla situazione della foce del Fiume che, in alcuni mesi dell'anno, è risultata essere anche peggiore rispetto a quella già fortemente critica rilevata a Lentella. Infatti ad Agosto 2012 si è raggiunta l'astronomica cifra di 216.000 Unità Formanti Colonia/100 ml di Escherichia coli, più del doppio del valore massimo rilevato dall'Arta a Lentella. Lo scarico di un impianto di depurazione per essere a norma non deve superare le 5.000 Unità Formanti Colonia/100 ml.


«E', quindi, del tutto evidente che lungo il fiume vi sono scarichi non trattati o trattati in maniera parziale ed inefficace», denuncia il Wwf che chiede di conoscere esattamente la situazione degli impianti di trattamento che scaricano nel Trigno e nei suoi affluenti.
L'associazione fa notare «le gravi inadempienze» degli enti pubblici che, secondo quanto stabilito prima dalla Legge Regionale 17/2008 e poi dalla Legge Regionale 31/2010, avrebbero dovuto pubblicare i dati sui controlli degli scarichi (conformità e non conformità) e le relative sanzioni applicate. Sul sito della Provincia di Chieti tali dati sono stati pubblicati solo per l'anno 2009.
Secondo l’ Arpa Molise, tale situazione viene esacerbata dalle numerose captazioni che, soprattutto in estate, riducono la portata abbattendo la capacità di autodepurazione del corso d'acqua.
«In questi anni», denunciano gli ambientalisti, «non solo la Regione Abruzzo ha fallito nell'evitare un peggioramento della qualità delle acque ma ha addirittura assunto provvedimenti che hanno aumentato lo stato di stress ambientale del fiume, autorizzando captazioni importanti lungo il suo corso. In contemporanea adottava il Piano di Tutela delle Acque che contiene inaccettabili richieste di deroga rispetto agli obiettivi comunitari di qualità, spostando la data per l'ottenimento dello stato “buono” dal 2015 al 2027». Ad aggravare il quadro, il fatto che il tratto del medio e basso Trigno, compresa la zona di Lentella, è classificato quale Sito di Interesse Comunitario dal punto di vista naturalistico per il quale è previsto un particolare regime di tutela.
Il Wwf nell'esposto ha trattato il caso della successiva potabilizzazione delle acque captate dal Trigno. La legge dispone che sia effettuata la classificazione del corso d'acqua per la successiva potabilizzazione a fini idropotabili.


«In questo caso», denuncia l’associazione, «la potabilizzazione e successiva distribuzione agli utenti è avvenuta anche nel corso del 2012, quando la classificazione è stata effettuata il 18 ottobre 2012 (nella classe Non Classificabile anche se la ASL aveva in sede di comitato proposto di classificare le acque del fiume nella classe A3, tesi non accolta dal comitato su indicazione del membro dell'ARTA). Il 24 gennaio 2013 il comune di San Salvo emetteva un'ordinanza di divieto di distribuzione».
Il Wwf, solo con un accesso agli atti, ha potuto esaminare decine di referti relativi alla qualità delle acque destinate al consumo umano dell'area industriale di S. Salvo, rilevando che nel periodo coincidente al monitoraggio propedeutico alla classificazione, «vi è stata anche una non conformità per la presenza di contaminazione di tipo microbiologico, evidenziata dal referto del 26 luglio 2012 (su prelievo del 23 luglio). Lo stesso 26 luglio, a tre giorni di distanza dal prelievo, la Asl scriveva al Coniv chiedendo l'interruzione della distribuzione».
Il Wwf chiede chiarezza su quanto avvenuto nel recente passato soprattutto in merito alle procedure autorizzative e sulle conseguenti azioni intraprese dagli enti a vario titolo competenti. «Per l'immediato futuro è assolutamente necessario», sottolineano gli ambientalisti, «reprimere e/o sanzionare ogni forma di scarico non conforme o addirittura illegale e procedere ad allentare la pressione antropica sul fiume, soprattutto in relazione alle captazioni».