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Abruzzo/ Dipendenti regionali: il paradosso dell'assessorato all'agricoltura

Assessorati importanti con servizi essenziali scoperti

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Abruzzo/ Dipendenti regionali: il paradosso dell'assessorato all'agricoltura

Mauro Febbo




L’AQUILA. «C’è qualcosa che non quadra nella gestione del personale della Regione, ci sono anomalie inspiegabili che ostacolano il funzionamento della macchina amministrativa».
Vincenzo Traniello, segretario regionale Cisl Fp, entra nelle disfunzioni dell’organizzazione delle risorse umane all’interno dell’Ente regione, già denunciate in una conferenza stampa unitaria dei sindacati confederali.
«Uno dei paradossi emblematici – spiega Traniello - è il numero nominale dei dipendenti dell’assessorato all’agricoltura: ci sono 491 dipendenti, su un totale regionale di 1.541. Cioè un solo assessorato ha un terzo dei dipendenti regionali, con una sproporzione evidente, se comparata con altre Direzioni, tra il numero dei dirigenti e dei dipendenti. Ciò nonostante alcuni settori strategici per utilizzare i Fondi strutturali europei sono scoperti, infatti sono senza Dirigenti gli Ispettorati provinciali dell’agricoltura di Chieti e L’Aquila e i relativi uffici di Lanciano e Vasto».
Ma si potrebbe continuare: alla Direzione politica della salute, che è strategica per il rientro dal debito della sanità ed è anche molto importante per l’accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private, si registra una notevole carenza di personale rispetto alla dotazione organica prevista: ben 3 dirigenti e 7 uffici. Infine, e non ultima per importanza, la mancata copertura di ben 4 servizi e 5 uffici della Direzione politiche del lavoro e politiche sociali, dove faticosamente si riesce a rendicontare i finanziamenti europei o a seguire l’istruttoria dei progetti. 


In effetti i sindacati hanno messo in rilievo la cattiva distribuzione del personale nelle nove Direzioni in cui è articolata l’organizzazione dell’Ente. Inoltre i problemi della gestione del personale si sono ulteriormente acuiti ingessando la struttura regionale a distanza di un anno dall’avvio della riforma della Legge n.77 (norma che disciplina la struttura organizzativa dei dipendenti regionali), che giace ancora in discussione presso la seconda Commissione.
«Senza questa riforma organica del personale ci sono stati molti provvedimenti amministrativi che, anziché snellire e rendere più flessibile la gestione delle risorse umane, hanno prodotto ulteriori sovrapposizioni di competenze e macroscopiche inefficienze indebolendo fortemente l’azione amministrativa – conclude Traniello – per questo la Cisl Fp richiama la Giunta regionale, i consiglieri di maggioranza e i consiglieri di minoranza a trovare soluzioni per queste anomalie che compromettono fortemente l’immagine della Regione, ma anche il funzionamento di alcuni servizi strategici. Altrimenti si mettono in difficoltà alcune filiere produttive che costituiscono il fiore all’occhiello dell’Abruzzo».
s.c.