CRISI E RICOSTRUZIONE

Cisl: ricostruzione post-sisma, crisi Valle Peligna e Micron priorità della provincia

«Bisogna evitare il tracollo»

Redazione Pdn

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Cisl: ricostruzione post-sisma, crisi Valle Peligna e Micron priorità della provincia

Sulmona





L’AQUILA. «Abbiamo tre emergenze da affrontare subito: la ricostruzione post-terremoto; la crisi della Valle Peilgna e i fondi Fas destinati a quel territorio e la vertenza della Micron, rispetto alla quale è necessario avere un approccio diverso».
Il segretario generale Cisl della provincia dell'Aquila, Paolo Sangermano, all'indomani della rielezione, indica le priorità e i programmi da mettere in campo per evitare il tracollo di un territorio messo a dura prova dalla crisi economica e sociale e dal sisma del 2009, dove la mancanza di opportunità di impiego e di investimenti rappresenta ormai una costante. 


«Se non muteranno le politiche nazionali, non ci sarà possibilità di crescita per il nostro Paese, in particolare per la provincia dell'Aquila», evidenzia Sangermano, «la Regione Abruzzo non ha risorse proprie da spendere, tranne i fondi Fas. A questo si aggiunge un quadro legislativo assolutamente confusionario: basti pensare alla vicenda della restituzione delle tasse non pagate dalle imprese aquilane nel post-sisma. Nel prossimo futuro», dice il segretario provinciale Cisl, «saremo chiamati a confrontarci su tre sfide importanti: la ricostruzione dell'Aquila, gli investimenti sulla Valle Peligna e la positiva soluzione della questione Micron». «A distanza di quattro anni dal sisma», rileva Sangermano, «si registano ritardi enormi nella macchina della ricostruzione, gravata da cavilli burocratici e da un rimpallo di competenze tra gli organismi coinvolti, tale da aver ingessato la ricostruzione pesante. L'Aquila, ancora oggi, vive uno stato di emergenza assoluta, non solo abitativa, ma che investe tutti i settori della società civile. Un altro problema, evidenziato dalle organizzazioni sindacali nei tavoli istituzionali, è rappresentato dai ritardi nei pagamenti alle imprese, che sta innescando un meccanismo perverso, con centinaia di aziende locali impegnate nella ricostruzione sull'orlo del fallimento e migliaia di posti di lavoro a rischio». 


Sangermano pone l'accento anche sull'utilizzo dei Fondi Fas «quasi 17 milioni di euro destinati alla Valle Peligna, che sono stati frammentati e dispersi in una miriade di piccoli interventi, senza cogliere l'appello del mondo imprenditoriale, che chiedeva il sostegno per pochi interventi mirati, tali da risollevare l'economia locale e creare occupazione».
Infine, la vertenza Micron di Avezzano: «Finora l'approccio rispetto ad eventuali cambiamenti è stato per lo più critico. Il sindacato, ovviamente, deve guardare all'occupazione, alla qualità e al lavoro, ma le istituzioni locali hanno l'obbligo di creare le condizioni necessarie di accoglienza verso chi decide di investire sul territorio. La cordata mista tra Lfoundry e il management locale è l'unica possibilità che si presenta: dobbiamo lavorare tutti insieme affinché questa nuova realtà possa insediarsi, operare al meglio, crescere e svilupparsi per il bene dei lavoratori e del territorio».