TERREMOTO

Senato, Pezzopane chiede minuto di silenzio per L’Aquila: «senza retorica e falsità»

Blundo: «seduta del Senato nella città terremotata»

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L'assessore Stefania Pezzopane

Stefania Pezzopane




L’AQUILA. Sarà per quella ferita ancora aperta delle ‘finte’ lacrime dell’ex prefetto de L’Aquila, Giovanna Iurato?
Questa mattina la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, ha chiesto in aula, in Senato, un minuto di raccoglimento in onore delle 309 vittime del terremoto. Ha chiesto ai colleghi 60 secondi di silenzio, chiedendo di farlo «senza retorica e senza falsi o reconditi pensieri». Una espressione che di solito in queste circostanze non si usa ma che la neo senatrice ha tenuto a pronunciare probabilmente anche a causa dell’alto tradimento che gli aquilani hanno dovuto subire nei mesi scorsi. Quando dalle intercettazioni shock della Iurato scoprirono che l’ex prefetto «scoppiò a ridere ricordando come si era falsamente commossa davanti alle macerie e ai bimbi rimasti orfani». Dunque anche la deposizioni di una corona di fiori in onore dei morti aquilani poteva essere finta e studiata a uso e consumo delle telecamere.
Questa mattina l’invito della Pezzopane è stato perentorio: nessuna finzione, «nessun falso e recondito pensiero». Per la prima volta la senatrice aquilana ha preso la parola in aula e non ha nascosto la propria emozione. 


«A distanza di quattro anni, caro Presidente, carissime senatrici e carissimi senatori, il ricordo è ancora molto forte», ha detto Pezzopane. «Abbiamo perso parenti ed amici. Abbiamo perso le case. Non rivedremo più quelle 309 persone. Sono trascorsi quattro anni e il ricordo è ancora molto forte e tormentato. Molte cose sono state fatte e molte ne rimangono ancora da fare. Sono certa che il Senato, il Parlamento e il Governo continueranno con maggiore impulso a seguire la tragica vicenda della mia città e della mia terra. Sono convinta che in queste sedi si troveranno quelle risposte che i cittadini de L'Aquila e dell'Abruzzo intero ancora attendono. Quando si avvicina la data del 6 aprile, da quattro anni per noi cambia tutto. Ritorna il dolore, la paura. Ritorna la sensazione netta che non rivedremo più quelle 309 persone e temiamo di non rivedere più la nostra città bella come lo era prima. Sapere che le istituzioni e lo Stato ci sono vicini ci aiuta a sopportare di più il dolore».
In seguito e' intervenuta anche Rosetta Enza Blundo, senatrice del Movimento Cinque Stelle che ha proposto, «che si faccia una seduta del Senato all'Aquila. Per dare un segnale forte di presenza, di condivisione, di comprensione».