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Acqua, Consulta: «parere sindaci non vincola l’Ersi»

Assessore Di Paolo: «giudizio inatteso»

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Acqua, Consulta: «parere sindaci non vincola l’Ersi»




ABRUZZO. L'Ersi, l'ente regionale per il servizio idrico integrato, è obbligato a chiedere alle assemblee dei sindaci (Assi) i pareri sugli atti e le scelte fondamentali inerenti il servizio idrico integrato ma essi poi non vincolano le scelte finali dell'ente regionale.
Lo afferma la Corte costituzionale nella sentenza n. 50 del 2013 che, accogliendo in parte il ricorso presentato dal Governo, ha modificato la legge regionale 9/2011 nella parte in cui conferisce maggiori poteri all’ente regionale non vincolandolo alle risultanze dei pareri delle assemblee dei sindaci. Nella propria legge, la Regione volendo tutelare pienamente le specificità del territorio, aveva previsto non solo come obbligatorio ma anche come vincolante il parere dei sindaci componenti le Assi.
La Corte ha invece riconosciuto una maggiore autonomia all'ente regionale, sostenendo che la volontà delle singole Assi provinciali ha piena esplicitazione anche con il solo parere obbligatorio. «Si tratta di un giudizio inatteso – afferma l'assessore ai Lavori pubblici Angelo Di Paolo - che dà maggiori poteri all’ente regionale, considerato che qualificando i pareri dei Comuni non solo come obbligatori ma anche come vincolanti si era inteso rispettare le prerogative che la legge nazionale riconosce agli enti locali. Questo fa si che la nuova Ersi venga ulteriormente rafforzata nel proprio ruolo di programmazione e controllo sul servizio idrico sull’intero territorio regionale».
La legge 9/2011 ha già avuto nell'estate scorsa, con le legge 34/2012, una ulteriore modifica che ha reso invece più stringente il controllo sui soggetti gestori del servizio idrico. Anche su questo punto l'intervento normativo regionale è pienamente in linea con quanto ha deciso la Corte costituzionale in materia di controlli sui soggetti gestori.