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Governo. Movimento 5 stelle, il piano per tagliare 42 mln di euro all’anno

Oggi la proposta approderà all’ufficio di presidenza

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Governo. Movimento 5 stelle, il piano per tagliare 42 mln di euro all’anno




ROMA. Il MoVimento 5 Stelle ha approntato una proposta di tagli per 42 milioni di euro l’anno, sugli stipendi e le indennità dei deputati.
Martedì prossimo i parlamentari la proporranno all’ufficio di presidenza della Camera attraverso i propri eletti: il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e i segretari Claudia Mannino e Riccardo Fraccaro.
«Così sapremo se la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha veramente voglia di intervenire sui costi della politica», hanno comentato i cittadini deputati. «Visto che nel corso dell’ultimo ufficio di presidenza la Boldrini aveva detto che si sarebbe decurtata lo stipendio del 30% anche se in realtà il taglio effettivo sarebbe stato solo del 6,9% netto. Nella stessa riunione l’ufficio di presidenza aveva però rifiutato la proposta del Movimento 5 Stelle di eliminare il parco di auto blu della Camera e anzi aveva dato il via libera alla costituzione di un nuovo gruppo parlamentare, senza che però ne ricorressero i requisiti, determinando a carico dei cittadini una nuova e maggiore spesa per circa 400 mila euro l’anno».

LE PROPOSTE
Il Movimento 5 stelle propone di portare l’indennità dei parlamentari dai 10.435 euro lordi attuali a 5 mila euro lordi. Di annullare il rimborso spese per esercizio di mandato (oggi 1.845 euro di importo netto a titolo forfettario mensili), così come di annullare il rimborso speso di viaggio (oggi 1.107 netti mensili), e le spese telefoniche (oggi 258,23 euro netti mesnili). I grillini vorrebbero anche annullare le indennità d’ufficio del vice presidente (4.446 euro lordi mensili), dei questori (4.453 euro lordi mensili) e segretari di presidenza (3.181 euro mensili).
Tutto questo permetterebbe, si legge nel documento del Movimento, un risparmio economico immediato per le casse della Camera dei Deputati di 42.119.753,40 euro equivalente al 29% di risparmio su base annua ed un ulteriore risparmio derivante dalla eventuale inferiore rendicontazione delle spese da parte dei Deputati. Riducendo così ulteriormente la cifra fissata ad un massimo di 8.559,24 euro mensili.
I grillini citano poi una esperienza che loro conoscono in prima persona, ovvero quella dei consiglieri regionali della Sicilia che ricevono 2.500 euro netti di indennità parlamentare (contro i 5.100 netti dei colleghi), hanno rinunciato ai 3.500 euro netti di diaria ma trattengono solo i rimborsi spese (pernottamento, trasporto e buono pasto di 7€ giornalieri rendicontati on-line), e hanno rinunciato alle spese per attività parlamentari e rimborso spese su trasporto su gomma.
Oggi la parte eccedente alla quota trattenuta ai parlamentari siciliani M5S, viene versata tramite bonifico al “fondo per il microcredito alle piccole e medie imprese dell'Assemblea Regionale Siciliana”. Il Movimento chiede di creare un fondo analogo anche a livello della Camera dei deputati.