Sanità Abruzzo già ok per l’Annuario statistico ufficiale

Pubblicati i dati sull’assistenza sanitaria in Italia

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Sanità Abruzzo già ok per l’Annuario statistico ufficiale




ABRUZZO. Nelle strutture di ricovero pubbliche italiane ed in quelle equiparate lavorano 100 mila medici e quasi 250 mila infermieri (rapporto 1:2,5), funzionano 1.165 ospedali e cliniche private, i posti letto sono poco più di 4 per mille abitanti, la spesa farmaceutica arriva a 12 mld con 586 mln di ricette.
 Sono solo alcune tra le notizie più importanti dell’Annuario statistico 2010 del Ssn, appena pubblicato e che contiene anche le tabelle con i dati disaccorpati regione per regione e settore per settore. Ad una lettura sommaria, l’Abruzzo, appare tra le regioni in cui si nota meglio il trend verso i numeri virtuosi: già allora i posti letto erano ridotti e la spesa media per ricetta era quella nazionale, con una popolazione di 1 mln e 339 mila abitanti (quasi divisa a metà per classi di età: il 52% sotto i 44 anni ed il 48% oltre).
I medici generici in servizio erano 1.142, con poco più di mille assistiti ciascuno. Pochi invece i pediatri (180 in tutta la regione) con una media di 900 bambini ciascuno.
 La spesa farmaceutica abruzzese (15 mln di ricette) viaggiava sui 300 mln con un costo a ricetta di circa 21 euro, come la media nazionale. Molto interessanti, anche per sfatare le esagerazioni e le strumentalizzazioni, sono i dati sugli ospedali: nel 2010 ce n’erano 21 in tutta la regione, mentre le cliniche private sono 12. I posti letto rilevati ogni mille abitanti erano 3,4 per gli acuti (tra ospedali e cliniche) e 0,6 per i malati non acuti, cioè un totale di 4.316 pl negli ospedali e 1.082 nelle case di cura private.
Come per tutte le statistiche, i dati sono una media generale che non fotografa però la reale situazione sul territorio. E così, tanto per fare un esempio, ci sono regioni con molti più posti letto della media e regioni con numeri decisamente inferiori. Come per l’Abruzzo, dove ci sono squilibri territoriali tra l’assistenza ospedaliera sulla costa e quella delle zone interne.
 Però da queste tabelle ufficiali riferite al 2010 (eravamo appena all’inizio del commissariamento della sanità) si ricava l’impressione generale che gli ultimi anni di sacrifici imposti per tagliare reparti doppione o qualche ospedale sono stati solo di tipo ragionieristico e statistico. I dati recenti – confrontati con quelli di due anni fa – sono migliori di qualche decimale di punto per i posti letto, per i ricoveri e per la lunghezza delle degenze. E rilanciano un Abruzzo che forse ha tagliato gli sprechi, ma non gli squilibri.
Sebastiano Calella