SANITA'

Abruzzo/Consiglio di Stato: no alla sospensiva Tar sui tagli alle cliniche

Accolte le ragioni di Chiodi e sollecitato l’esame nel merito

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Abruzzo/Consiglio di Stato: no alla sospensiva Tar sui tagli alle cliniche



ABRUZZO. Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello della Regione contro le sospensive del Tar Abruzzo su due decreti commissariali. Si tratta della rimodulazione dei posti letto nelle cliniche private e dell’applicazione della spending review del governo Monti ai budget degli operatori privati della sanità. I due decreti erano stati impugnati dalle case di cura ed il Tar ne aveva sospeso gli effetti, senza però entrare nel merito.
 Il CdS si è pronunciato il 15 marzo scorso e dalle ordinanze sembra di capire che avrebbe solo annullato la sospensiva del Tar. Ciò non toglie che il commissario abbia tutto il diritto di rallegrarsi per il riconoscimento della «correttezza dei metodi applicati sia nella rimodulazione dei posti letto sia nella rideterminazione dei tetti di spesa per il 2012».
«Ancora una volta – ha infatti commentato Chiodi - il CdS ci dà ragione, a prova che i nostri provvedimenti mirano a mantenere l’efficacia e l’efficienza del nostro Sistema sanitario regionale nel rispetto della normativa nazionale e nella garanzia dell’erogazione di prestazioni essenziali per la tutela del diritto alla salute».
 Con il primo decreto infatti l’Abruzzo si era uniformato ai criteri del Patto della salute 2010-2012, riducendo i posti letto al 3,7 per mille, comprensivo dello 0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post acuzie. Con il secondo decreto, Chiodi aveva ridefinito per il 2012 i tetti di spesa alle cliniche private applicando «la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini», cioè la spending review. Ma la sospensiva è stata ribaltata dal Consiglio di Stato.

In realtà la lettura delle due ordinanze racconta una storia un pò diversa, nel senso che il CdS «non dà ragione a Chiodi» (come titola il comunicato della Regione) e non c’è stato nessun ribaltamento, ma solo il riconoscimento che i due decreti non sono campati in aria.
 Meritano però un approfondimento specifico da parte del Tar Abruzzo. Nell’ordinanza sulla rimodulazione dei posti letto (chissà perché non si usa più la parola “tagli”), il CdS condivide che «tenuto conto dell’eccezionale gravità della situazione finanziaria del settore sanitario della Regione Abruzzo», nella presente fase cautelare (cioè per la sospensiva) l’interesse pubblico a cui ha guardato il Commissario «è da ritenersi prevalente sugli interessi delle cliniche».
 Per questo il CdS respinge la sospensiva del primo grado di giudizio. Più problematica è invece l’ordinanza sulla spending review, che in Abruzzo è lievitata dallo 0,5% al 9,9% perché fu applicata al consuntivo totale delle cliniche per il 2011, senza tener conto che alcune case di cura non avevano fatturato nulla perché ferme per il terremoto.

Scrive il CdS che «ad un primo esame» Chiodi avrebbe interpretato bene sia il dato letterale che la “ratio legis”, usando «prudentemente il consuntivo 2011, benché il budget assegnato fosse sensibilmente maggiore».
 Ma questo discorso «va approfondito nel merito da parte del Tar, tenuto anche conto che successivamente le cliniche Sanatrix e Santa Maria hanno ripreso a funzionare». E «nell’attesa di approfondire questi aspetti, va privilegiata la lettura più rigorosa per la salvaguardia della finanza pubblica».
 Quindi il CdS riforma la sospensiva «ferma restando l’opportunità» di un esame anticipato della materia da parte dello stesso Tar.

Sebastiano Calella