IL PORTO DELLE SABBIE

Dragaggio Porto Pescara, Commissione Vigilanza annuncia azione di protesta

Associazione armatori lancia appello: «rispettare gli accordi»

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Dragaggio Porto Pescara, Commissione Vigilanza annuncia azione di protesta




PESCARA. La commissione provinciale Vigilanza, presieduta da Camillo Sborgia, ha deciso stamani all'unanimità di attuare un'azione di protesta.
Bisognerà alzare nuovamente la voce se, è stato deciso questa mattina, i lavori di dragaggio nel porto di Pescara non dovessero prendere il via il 3 aprile prossimo, come annunciato nelle scorse settimane dal sottosegretario Improta.
«Attendiamo che l'intervento di scavo nel porto entri nel vivo, per consentire alla marineria di tornare in mare – spiega Sborgia. C'è il timore che ciò non avvenga per cui abbiamo deciso di mantenere alta l'attenzione su questa vicenda, come abbiamo sempre fatto, ed eventualmente di manifestare. Se, quindi, gli annunci delle scorse settimane non dovessero essere trovare pratica attuazione, cosa che non ci auguriamo, siamo pronti ad occupare la sala delle commissioni del Palazzo della Provincia in modo permanente. La decisione è stata presa alla unanimità, da maggioranza e opposizione, alla presenza del presidente della Provincia Guerino Testa. Per stabilire il da farsi la commissione tornerà a riunirsi il 3 aprile» - conclude Sborgia.


Intanto questa mattina gli armatori di Pescara hanno scritto un nuovo appello alle istituzioni locali in attesa di poter tornare in mare a partire dal prossimo 15 aprile. E’ questa, infatti, la data fissata dagli stessi pescatori considerando le scadenze dei lavori iniziati nel porto per la creazione di un canale sicuro nel quale i pescherecci potranno transitare in sicurezza. Secondo il cronoprogramma entro oggi ci dovrebbe essere l’ultimazione della movimentazione di 25 mila metri cubi di sabbie presenti nell’avanporto. Da venerdì dovrebbero partire i lavori per la rimozione di 130 mila metri cubi di sabbia presenti nella darsena e da utilizzare per il ripascimento. Dal 27 aprile dovrebbero partire i lavori di rimozione di 70 mila metri cubi di sedimenti presenti all’interno della canaletta e da destinare al trattamento in discarica non compatibili con l’utilizzo ai fini del ripascimento.
Mimmo Grosso, rappresentante dell’associazione Armatori Pescara, ha inviato una lettera aperta al presidente della Regione Chiodi, al presidente della Provincia Testa, al sindaco Luigi Albore Mascia oltre che al provveditorato alle Opere Pubbliche e al Prefetto Vincenzo D'Antuono. Nella missiva si chiede di rispettare gli impegni presi considerando l'imminente ritorno in mare, che potrà avvenire solo quando saranno garantite alcune condizioni stabilite in sede di riunione. Grosso chiede poi alle istituzioni di predisporre tutti gli allacci per l'acqua e l'energia elettrica, stipulare la copertura assicurativa, farsi carico delle spese di bunkeraggio in tema di tutela e sicurezza antincendio.