CONTROLLI?

Abruzzo/Emergenza idrica. L’Ato vuole una «commissione d’indagine» sull’Aca

Iniziativa unica nel suo genere

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Abruzzo/Emergenza idrica. L’Ato vuole una «commissione d’indagine» sull’Aca

 

 




ABRUZZO. C’è qualcosa di nuovo nella gestione dell’acqua?
Il commissario straordinario nonché dirigente regionale, Pierluigi Caputi, ha deciso di istituire una commissione d'indagine «per fare chiarezza sulle cause dell'emergenza idrica» che, nelle ultime ore, ha causato disagi in 19 Comuni e circa 250 mila cittadini.
Lo ha comunicato ieri sera in una nota insieme al segretario generale dell'ente, Fabrizio Bernardini, altra particolarità inedita. La commissione, da quanto è stato comunicato, sarà composta da tre sindaci dell'Assi (Assemblea sindaci servizio idrico), da un rappresentante della Provincia, da uno della Prefettura e da un rappresentate del Corpo forestale dello Stato.


L'obiettivo dell'Ato è di «evitare che si ripeta quanto accaduto ieri con il guasto all'acquedotto Giardino nel Comune di Torre dé Passeri». Lunedì saranno avviati i contatti per individuare i componenti della Commissione.
L’iniziativa si inserisce nel primario ruolo di controllo dell’ente d’ambito (in trasformazione) che è appunto quello di controllare la società di gestione del servizio (Aca).
Nel recente passato i contrasti tra Ato e Aca sono stati anche duri, specie nell’ultimo periodo di gestione di Caputi. Ad ogni modo non si ricorda alcuna commissione di indagine né sull’acqua avvelenata, né sui silenzi connessi, né sui mancati investimenti, né sul mancato riammodernamento della rete, né sul contratto di gestione, né sui misteri del bilancio dell’Aca.


Il messaggio che arriva da una parte delle istituzioni, ma anche della politica, è quello che è tempo di cambiare. Ieri anche una frangia del Pd si è scagliata contro la gestione dell’Aca che tuttavia lo stesso partito ha supportato per anni. Il Partito democratico tuttavia appare diviso al suo interno avendo in sé ancora una forte componente di quel Partito dell’acqua che ha gestito in maniera solitaria, autonoma, e opaca il servizio idrico negli ultimi anni.
Cosa possa fare e quali compiti abbia la commissione di indagine non è al momento chiaro, anche perché uno dei problemi strutturali è quello che, in parte, controllori e controllati coincidano. In altre parole i sindaci soci del’Aca (controllata) sono anche parte dell’Ato controllore ed è questa la ragione per cui in passato i controlli non sono stati così stringenti come ci si sarebbe aspettato.
La commissione probabilmente non si troverà solo a dover verificare se le guarnizioni obsolete sono a posto o no ma probabilmente bisognerebbe fare chiarezza anche sui conti della società Aca, sugli investimenti strutturali e sul perché molti lavori per decine di milioni di euro annunciati nel corso degli ultimi dieci anni non siano mai partiti. Riuscirà la commissione a spiegare tutto quanto e ad individuare i responsabili?