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Abruzzo. Ombrina Mare, deputati M5S: «Chiodi si deve dimettere»

Deputati al ministero dell’Ambiente: «responsabilità regione gravissime»

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Andrea Colletti

Andrea Colletti




PESCARA . «La Regione sa da anni cosa è Ombrina e Gianni Chiodi dovrebbe dimettersi per quello che non ha fatto in difesa dell’ambiente»
E’ questa la richiesta lanciata questa mattina dai deputati pescaresi del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca e Andrea Colletti, che hanno illustrato le iniziative del movimento contro i progetti di estrazione petrolifera offshore davanti alla costa di Vasto.
«La regione sa da anni cosa sia Ombrina Mare, poteva fare le sue lotte per bloccare il progetto, ma non lo ha fatto - ha proseguito Vacca -. Anche l'ultimo incontro che Chiodi ha avuto al Ministero dell'Ambiente si è risolto in un'ulteriore gaffe per il presidente della Regione anzi, è stato controproducente»
I deputati abruzzesi del Movimento 5 stelle hanno avuto ieri mattina un incontro al Ministero con, tra gli altri, il direttore generale Grillo (valutazioni ambientali), e Sebastiano Serra (capo segreteria del Ministero). «Da questo incontro», hanno spiegato i due, «è emersa ancora più netta la responsabilità della Regione, la quale era a conoscenza del progetto Ombrina da anni, e quindi avrebbe avuto tutto il tempo per presentare un proprio parere adeguatamente motivato sulla inopportunità, sulle ricadute socio-economiche e sui rischi ambientali di Ombrina. Invece la Regione ha taciuto non intervenendo quando avrebbe dovuto; non solo, si è resa ridicola con la storia delle lettere smarrite, dimostrando una totale inadeguatezza a saper difendere le ragioni del nostro territorio».


Per Vacca e Colletti, l'intervento di Chiodi al Ministero «è stato assolutamente inutile, sia perché tardivo, sia perché la lettera consegnata al Ministero portava dei rilievi alquanto generici che sono stati acquisiti dal Ministero come parere tecnico della Regione: di fatto Chiodi ha colmato una mancanza documentale nel procedimento VIA con un atto che non serve a dare un contributo fattivo al blocco del progetto, ma è utile solo a scagionare politicamente la Regione».
Il dirigente Grillo avrebbe lasciato intendere, hanno spiegato ancora i deputati a cinque stelle, che, i pareri contrari e le osservazioni ricevute, la sollevazione popolare e dei comitati, i tantissimi dubbi nonché la presenza di un costituendo Parco Nazionale non sarebbero ritenuti elementi sufficienti a un esito sfavorevole del parere Via.
«Anche questa, qualora confermata, ci sembra una decisione assurda», hanno proseguito: «il ministero dell'Ambiente dovrebbe appunto tutelare l'ambiente, evitando di avallare progetti che ne comprometterebbero l'integrità e la sua valorizzazione». 


I deputati abruzzesi Vacca, Del Grosso e Colletti hanno quindi presentato un'interrogazione parlamentare alla Camera dei Deputati a risposta scritta al Ministero dell'Ambiente per verificare che sia stata pubblicata sul sito web del Ministero tutta la documentazione inerente la procedura di Via, come la legge prescrive, e cosa che non sembrerebbe essere stata fatta nella sua completezza. Inoltre è allo studio un disegno di legge «che possa mettere definitivamente la parola fine all'uso e allo sfruttamento del territorio a discapito dell'ambiente e della realtà socio-economica dei territori», hanno chiuso i grillini.
«Lavoreremo insieme ai comitati, alle associazioni e a tutti coloro che si mobiliteranno ancora per cercare di fermare il progetto. In Parlamento continueremo a fare pressioni politiche ai Ministeri competenti, parteciperemo alla manifestazione del 13 aprile (ore 15,30 a Pescara, molo nord del porto - Madonnina), e presteremo particolare attenzione alla Conferenza di servizi autorizzatoria con cui il Ministero dello Sviluppo economico potrebbe concedere la concessione definitiva».