ENERGIA E AMBIENTE

Abruzzo/Dighe sui fiumi abruzzesi, «il privato guadagna e il territorio muore»

Mobilitazione dei sindaci: «ragioniamo senza casacche politiche»

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Abruzzo/Dighe sui fiumi abruzzesi, «il privato guadagna e il territorio muore»



ABRUZZO. Camillo Di Giuseppe, sindaco di Altino e coordinatore provinciale del Pd, si propone di coordinare i sindaci nella trattativa con l’Acea per il rinnovo della gestione delle dighe.
Per il primo cittadino con la realizzazione delle due dighe, ed in particolare con quella di Casoli, «sono state sottese utenze idriche millenarie, senza ricevere benefici: né canaline né altre strutture per l’irrigazione. Il rapporto tra l’Acea e noi è di 100 a zero».
Nella convenzione si parla di un “minimo deflusso vitale” che le dighe devono rilasciare d’estate, ma è un minimo insufficiente, aggiunge Di Giuseppe, come si è visto nella scorsa estate siccitosa. C’è anche il rovescio della medaglia: d’inverno e a primavera, nei periodi di grandi piogge, si alza il livello dei laghi e di conseguenza le paratie delle dighe sono costrette liberare enormi quantità d’acqua con pericoli nelle vallate, come già accadde una ventina d’anni fa.
Il primo cittadino ha sottolineato che c’è anche una «aggravante», ovvero che «cinquant’anni fa questa azienda era pubblica, una municipalizzata di Roma, ora invece è privata».
«Sono completamente d’accordo con Di Giuseppe», commenta Paolo Di Guglielmo, sindaco Civitella Messer Raimondo, «ma non capisco come si possa avere atteggiamenti diversi e opposti quando le vicende riguardano esattamente lo stesso argomento».
Il sindaco spiega che la captazione dell’Aventino, appena 2 km più a monte della diga di Casoli, che oggi il Comune di Gessopalena vorrebbe realizzare, avrà gli stessi ulteriori effetti negativi che si conoscono da decenni e che anche Di Giuseppe conosce e oggi riconosce ed anche nel caso di Gessopalena concorrono due situazioni.
«La ditta», spiega Di Guglielmo, «che farà business è un privato, che lascerà al Comune di Gessopalena poche briciole. Il deflusso minimo vitale (500 litri/secondo) è in realtà un deflusso minimo mortale».

Il primo cittadino aggiunge anche che, a differenza di quello che fece l’Acea 60 anni fa, «oggi dovremmo tutti avere una coscienza ambientale diversa, e dovremmo aver capito anche che l’energia idroelettrica è un’energia poco qualificata perché prodotta in tutte le ore del giorno e della notte allo stesso modo».
Di Guglielmo teme anche gli «effetti disastrosi» sulla possibilità di continuare quello sviluppo turistico eco-sostenibile avviato sul territorio, con rafting, kajak, pesca sportiva, acqua trekking, mountain bike lungo il fiume. «Oggi è già una splendida realtà», ammette il primo cittadino, « che ha portato sul territorio oltre 5.000 presenze in un anno, con persone che hanno fatto rafting a Civitella, dormito a Lama dei Peligni, mangiato a Casoli, comprato prodotti tipici a Gessopalena, visitato musei a Palena e grotte a Taranta, lasciando con una media di 50 euro a persona oltre 250.000 euro sul territorio, creando quindi opportunità per le attività ricettive e per i produttori tipici e per gli artigiani presenti sul territorio tutto e favorendo, inoltre, la nascita di nuove attività ricettive che hanno saputo cogliere questa nuova richiesta di servizi da parte un turismo arrivata da tutto il mondo. Perfino dalla Tasmania sono stati in visita quest’anno sui nostri territori grazie alla presenza del Fiume Aventino».
Dunque Di Guglielmo lancia un appello al collega Di Giuseppe, e con lui a tutti i colleghi sindaci della vallata dell’Aventino: «ragioniamo sempre allo stesso modo senza anteporre la casacca politica a quella dell’appartenenza e dell’amore per la propria terra. Evitiamo ulteriori scempi ambientali ed ulteriori saccheggiamenti del nostro territorio, puntando, piuttosto, in questo momento di raccordo tra sindaci, ad istituire un Parco Fluviale dell’Aventino, con la redazione di un protocollo d’intesa tra tutti i Comuni e le associazioni nel quale si individui e si tracci un percorso guida per uno sviluppo ecocompatibile ed ecosostenibile del Fiume e del Territorio dell’Aventino per i prossimi 30 anni».



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