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Abruzzo/Riorganizzazione Regione: «270 dipendenti degli enti strumentali senza nulla da fare»

Cisl Fp chiede di siglare accordo produttività 2012

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ABRUZZO. La problematica delle gestione delle risorse umane della Regione Abruzzo: «una bomba ad orologeria», secondo la Cisl Fp.
Un mese fa il sindacato aveva denunciato il pericolo di una paralisi amministrativa dell’Ente regione.
La soppressione degli Enti strumentali ha comportato un’immissione nei ruoli della Regione Abruzzo di personale (circa 270 dipendenti) appartenenti alle categorie del comparto degli Enti locali.
Ad oggi questo personale risulta per la maggior parte ancora non inquadrato nelle nove direzioni regionali. «Ciò comporta un disorientamento nei dipendenti», spiega il segretario generale del sindacato, Vincenzo Traniello, «che, spesso, sono costretti a rimanere inattivi per mancanza di un inquadramento funzionale all’interno delle direzioni e dei servizi».
Al mancato inquadramento di questi lavoratori e al loro non utilizzo si contrappone, paradossalmente, una carenza di organico in diverse direzioni regionali, che si troverebbero nell’impossibilità di rispettare le scadenze normative e gli impegni con le strutture statali sovraordinate o con la stessa Unione Europea mettendo a rischio notevoli finanziamenti.


«Al danno nei confronti dei cittadini abruzzesi si aggiunge la beffa nei confronti dei dipendenti regionali», continua Traniello, «che saranno gli unici a pagare il prezzo di una riorganizzazione (soppressione) degli enti strumentali in quanto ciò comporterà una perdita di salario accessorio tra i 1.500-2.000 euro».
La Cisl Funzione Pubblica ritiene «inaccettabile» questo taglio perché «alla fine questi dipendenti saranno gli unici soggetti che subiranno un danno economico e un ulteriore deterioramento del clima aziendale».
In sede negoziale la Cisl Fp ha proposto una soluzione a costo zero per l’anno 2012, che utilizzando le economie 2011, consentirebbe a tutti i dipendenti regionali e ai dipendenti degli ex Enti strumentali transitati in regione di non avere alcun taglio del salario accessorio. Nel contempo la proposta porrebbe per l’anno 2013 le condizioni per un’implementazione del Fondo di produttività utilizzando una parte dei risparmi di gestione conseguiti con la soppressione degli Enti strumentali.
«Auspichiamo che il buon senso e soprattutto la volontà politica della Giunta regionale», spiega Traniello, «colga l’importanza strategica delle risorse umane e valorizzi al meglio, attraverso un processo di riorganizzazione, le competenze e le professionalità esistenti tra i dipendenti e i funzionari della Regione».
La Cisl Fp si dice disponibile a siglare l’accordo sulla produttività 2012 «solo a condizione che ci sia un impegno politico e amministrativo formale da parte del presidente, Gianni Chiodi e della Giunta regionale per impedire che i dipendenti regionali possano trovarsi con un salario di produttività dimezzato per scelte politiche ed organizzative assunte, forse, non sufficientemente meditate».