PETROLIO A CASA NOSTRA

Abruzzo/Ombrina Mare, da Chieti a Lanciano una lunga serie di no

Agricoltori: «si mina il cuore delle nostre risorse»

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LANCIANO. Il Consiglio comunale di Lanciano ha approvato all'unanimità un ordine del giorno contro il progetto di estrazione di idrocarburi Ombrina Mare 2.
Tra le iniziative previste, il ricorso al Tar contro le autorizzazioni di Ombrina 2, la partecipazione alla Conferenza di servizio nazionale e la richiesta dei parlamentari abruzzesi di presentare un disegno di legge per abrogare l'articolo 5 della legge di Stabilità del Governo Monti. Inoltre la richiesta di collaborare con le Regioni Marche, Molise e Puglia contro le trivellazioni nel mare Adriatico fino al confine delle acque territoriali. L'ordine del giorno prevede infine anche la richiesta di accesso agli atti per il futuro gasdotto. 

Manlio D’Ortona, capogruppo del Pdl in Consiglio comunale  a Lanciano, nel corso della seduta straordinaria dell’assise civica, convocata proprio per ribadire il no di Lanciano all’insediamento petrolifero al largo della costa dei trabocchi, ha voluto lanciare un ulteriore segnale di attenzione. «Ombrina Mare, purtroppo – ha evidenziato D’Ortona nel corso del suo intervento – è soltanto uno dei potenziali (per ora) pericoli che insediano la nostra bellissima costa. Quindi, se dobbiamo gridare forte il no a Ombrina Mare (e ieri l’abbiamo fatto), contemporaneamente dobbiamo attivarci fin da subito, ognuno per le proprie competenze e possibilità, per scongiurare altri insediamenti nocivi per l’ambiente e la salute». Sulla base della “Strategia energetica nazionale”, approvata lo scorso 8 marzo dal Governo Monti, infatti, l’Abruzzo è candidato a diventare, insieme ad altre 4 regioni (Basilicata, Sicilia, Emilia Romagna e Lombardia), una sorta di distretto energetico; una base logistica – detta in altri termini - per raffinerie e impianti simili. «Al progetto Ombrina Mare attualmente sotto i riflettori – avverte D’Ortona – ne potrebbero seguire altri. Per questo - è l’appello del consigliere di opposizione – tutti, dalla politica alle associazioni, dalle istituzioni ai comitati, ognuno per il proprio ruolo, dobbiamo mantenere alta l’attenzione e scongiurare il pericolo che il Governo centrale continui a seguire questa strada».

Ha detto no al progetto anche il Pd in Consiglio provinciale che ha attaccato: « chi ha sin qui governato provincia, regione ed a livello nazionale non ha saputo dare coerenza e concretezza ai troppi e reiterati annunci palesando una debolezza propositiva. Questo modo di fare ha lasciato il campo ad altri soggetti i quali, con cadenza quotidiana, si elevano a dettare l’agenda delle priorità. Il loro mestiere però è altro ossia rappresentare e tutelare la categoria non certo quella di sostituirsi a chi, con il democratico voto dei cittadini, è stato eletto al governo delle istituzioni».

Il Partito Democratico richiama il presidente Di Giuseppantonio «al pieno recupero delle sue funzioni istituzionali che vede l’ente quale panificatore di area vasta. Chiediamo allo stesso di dare corso alle indicazioni a suo tempo avute dal Consiglio di creare un agenzia provinciale per lo sviluppo dove concentrare risorse finanziarie, uomini ed idee allo scopo di uniformare la programmazione dello sviluppo del territorio. Questo è il momento di unire le forze, rendere più certe e spedite le procedure, accelerare i processi decisionali».
Intanto anche la Confederazione Agricoltori è compatta e dice no ad Ombrina: «se la procedura non venisse bloccata l'Abruzzo diventerebbe un polo di estrazione di petrolio e gas, petrolio che, oltretutto, deve essere desolforato. Impianti estrattivi, a mare e a terra, e processo di desolforazione comportano un grave peggioramento della qualità di aria, acqua e terreno, che vanno a minare il cuore delle nostre maggiori risorse: territorio, ambiente e paesaggio, alla base di un'agricoltura di qualità e di un turismo in pieno sviluppo». «L'acqua della Maiella - prosegue la Confederazione - è una delle migliori, e di eccellenza sono anche molte produzioni tipiche del nostro settore agroalimentare. Molte aziende stanno valorizzando tali produzioni in un circuito di promozione turistica, di quel turismo attento alla qualità ambientale e alla scoperta dei fattori autentici di un territorio". Secondo Cia occorre "non solo bloccare la procedura di Ombrina Mare, ma avanzare proposte per la tutela e valorizzazione continua del territorio».

Ombrina Mare, Documento Approvato in Consiglio Comunale LANCIANO