L'OPINIONE

La Rete non perdona le incoerenze: il Movimento 5 Stelle se lo ricorda?

Chi promette e non mantiene, fa proclami a vuoto viene sbugiardato dal Web: è la filosofia di Beppe Grillo

Redazione Pdn

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M5S alla Camera

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L’OPINIONE. Ormai lo sanno tutti che c’è una cosa che si chiama Internet.





Ormai anche i più restii hanno dovuto scendere a patti con siti, email e motori di ricerca.
Ora che lo sappiamo è bene che si capiscano fino in fondo i cambiamenti radicali e sociali che questo incredibile mezzo ha portato e porterà nel nostro mondo.
La vita di ognuno di noi (sia che si navighi sia che non lo si faccia) riceve condizionamenti diretti e indiretti dal Web visto che siamo un Paese dove una forza politica è riuscita a battere le altre due storiche maggiori, senza mai andare in tv .
Oggi, vuoi o non vuoi, quella forza politica nata e cresciuta solo grazie al Web si muove nelle istituzioni che governano tutti e influisce ed influirà anche sulla nostra vita. La vita di tutti. Questo solo per dirne una di come alla fine, anche se su Internet non ci stai, non chatti o non ti innamori o non voti Grillo, la Rete ti influenza anzi ha già cambiato la tua vita.
Questo è bene ricordarselo sempre.

PIOVONO CRITICHE
Mi ha francamente stupito l’impaccio mediatico in cui i grillini sono incappati alla prima prova concreta per dimostrare a tutti di essere diversi e coerenti. A parte la velocità della luce a spaccarsi al primo banco di prova, mostrando tutta la loro inesperienza a confronto con i matusa della politica, mi ha colpito l’impaccio nel non prevedere che la Rete si sarebbe ribellata alla prima incongruenza, al primo compromesso. E siamo solo all’inizio.
Oggi per chi si muove, fa dichiarazioni o politica è più difficile mentire o essere incoerente, cioè tradire o cadere in contraddizione senza essere subito smascherato. Lo dice da sempre lo stesso Grillo…
Oggi i ciarlatani, i truffatori o i mentitori seriali hanno la vita più difficile che in altri tempi ed è questa la nostra salvezza di cittadini onesti che possono scoprire magagne e menzogne soltanto leggendo di più e meglio sul Web, o anche utilizzando bene i social network.

Beppe Grillo ed i suoi si sono esposti davvero tanto fino ad oggi nel prendere posizioni che dire nette, precise, estreme è forse riduttivo. Per anni hanno predicato, contestato e insultato e questo li ha resi diversi dagli altri ed è per questo che a loro non si concederà alcuna amnistia o scusante. Ecco perché loro non possono permettersi di sbagliare. Non possono nemmeno praticare l’arte della politica a parole producendosi in quella del convincimento a tutti i costi e nel negare l’evidenza come pure in parte si sta facendo in queste ore da parte di alcuni eletti.

COME E’ STRETTA LA STRADA
A loro non è concesso perché dicono di essere diversi. Loro devono solo dimostrare con i fatti quello che hanno detto. Anche questo hanno detto ma finora non fatto.
L’idea di politica dei Grillini appare (in teoria) tanto pura da essere puerile ma se saranno in grado di calarla in questo Paese allora avranno fatto l’impresa, storica. Per ora sono inciampati al primo passo solo perché il loro volere non è stato unanime.
Si sono spaccati (violando il codice che loro stessi si sono dati) alla prima prova, alla votazione del presidente del Senato. Questo è un fatto e non è bello sminuirlo facendo intendere che sia «una grande prova di libertà». Non è né corretto, né coerente.
Fosse stato unanime il loro parere sarebbe stato criticabile ma coeso, unico e individuabile nel marchio di fabbrica creato in anni. Invece no, c’è qualcuno che ha deciso di fare di testa propria (che va sempre bene, anzi benissimo), peccato che quel voto affidato a Grasso sia una prova schiacciante di incoerenza che non si può perdonare ai Grillini puri e diversi.
E l’ingenuità è proprio questa: credere di poter arginare quello tsunami che Grillo ha creato e che in ogni istante potrebbe inondare lo stesso Movimento, ad ogni passo.
Occhio alla risacca che il mare non si è ancora calmato.
Come si fa a non prevedere che il destino dei Grillini è segnato e netto: o fanno quello che dicono o sono morti prima ancora delle prossime elezioni perché sono stati creati dalla Rete e la Rete li ammazzerà.
Non c’è spazio per i compromessi o per la diplomazia… la diplomazia non è associabile ad alcuna delle posizioni di Grillo e dei suoi.

M5S NON E’ IL PDL
E’ importante notare che i cedimenti arrivino dagli eletti. Si sono già montati la testa?
A rimanere intransigente è invece il vertice, Grillo in persona, il “despota” come viene descritto, che una volta raggiunto il potere non scende a compromessi. Strano che sia lui a non aver calcolato il fatto che ora potrebbe contare molto meno. Il M5S non è, in teoria, il Pdl.
Coerenza è l’unica cosa che ci si attende dai grillini: si può passare sopra la competenza (se la faranno), la loro dimestichezza (la acquisiranno), la loro ingenuità (cresceranno) ma sulla coerenza no, perché loro dicono di essere diversi.

COMMENTI CANCELLATI DAL BLOG?
Come giustificare la notizia denunciata da alcuni attivisti di centinaia di commenti spariti dal blog di Grillo? Se la notizia fosse vera sarebbe un fatto gravissimo e Grillo meriterebbe l’esilio a vita dal Web per altissimo tradimento a se stesso. L’incoerenza delle incoerenze: un errore che dimostrerebbe che Grillo non ha realmente compreso la potenza della Rete. Magari crede di essere lui l’autore dello Tsunami e non la Rete stessa, e non la gente.
A parte il calcio alla democrazia (libertà di pensiero) davvero Grillo pensa che potrà cancellare tutti i commenti negativi? Se continua così passerà il resto della sua vita a farlo mentre le critiche aumenteranno sempre più. Se è successo è una ingenuità imperdonabile incompatibile con la qualità di leader democratico.
Predicare la democrazia e la trasparenza non è da tutti: bisogna avere gli attributi ed essersi conquistato il diritto a farlo per essere credibile.

GIORNALISTI CATTIVONI, DISONOREVOLI SVARIONI
Ingenuità mista ad inesperienza ed imperizia invece l’ultima uscita dei grillini sui giornalisti, bersaglio preferito contro i quali non risparmiano attacchi e critiche.
L’ultima della serie è firmata Nunzia Catalfo, “Portavoce a 5 stelle” (replicata a dismisura anche da altri adepti evidentemente perché giudicata particolarmente efficace) che si lamenta -manco a dirlo- di essere stata fraintesa, di essere stata distorta nelle sue dichiarazioni e diffida i giornalisti «dalla pubblicazione di notizie non supportate dalle sue dichiarazioni».

Come cittadino credo che tali frasi siano indegne e provengano da cittadini fortemente inadatti a rappresentare qualunque istituzione democratica, impresentabili e per giunta inascoltabili.
Emerge la profonda ignoranza della Costituzione che tanto dicono di preservare oltre ad un paio di leggi fondamentali che regolano la libertà di stampa e la cronaca in questo paese che non brilla per libertà.
Questi esponenti dell’M5S si facciano spiegare due o tre cosette sulla libertà di espressione e il diritto di cronaca o semplicemente perché la loro dichiarazione è ridicola e ingenua.
E poi basta a continuare a dire che si viene fraintesi e che le dichiarazioni vengono strumentalizzate. Lo abbiamo già sentito mille volte ed i grillini hanno sbeffeggiato e attaccato chi si è prodotto in questo italico vezzo.
Voi siete diversi e non potete permettervelo. I giornali sono corrotti e l’informazione italiana fa schifo? Anche questo lo dite da anni, dovevate pensarci prima e prepararvi contromisure.
Dopo l’era della tv, la nuova era segna anche un cambiamento radicale nella comunicazione che non può più essere tesa solo a coprire, negare l’evidenza, distogliere l’attenzione.
Oggi oltre la comunicazione (pubblicitaria in senso largo) serve di più: servono i fatti.
Ecco perché oggi i personaggi pubblici quando parlano, si espongono o fanno promesse devono stare molto attenti.
La Rete ha memoria, ricorda, reagisce, porta la gloria ed il fango in un giorno.
Quella Rete finalmente siamo noi e non c’è nessuno in grado di controllarla fino in fondo.
Forse non sarà la democrazia perfetta. Ma non lo era nemmeno prima.


Alessandro Biancardi