SANITA'

Ospedali. Abruzzo virtuoso nel 2011: tagliati 14 mila ricoveri inappropriati

La Regione è al secondo posto in Italia con meno 30% rispetto al 2009

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Ospedali. Abruzzo virtuoso nel 2011: tagliati 14 mila ricoveri inappropriati




ABRUZZO. Con un meno 30% di ricoveri inappropriati l’Abruzzo si piazza al secondo posto tra le regioni virtuose, subito dopo il Molise che ha registrato un meno 36%.
Si tratta dei dati 2011 rispetto a quelli del 2009, riportati  nel “Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero” (rilevata attraverso le Sdo, le Schede di dimissione ospedaliera del 2011) realizzato dalla Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della salute.
Nella classifica delle regioni virtuose seguono la Campania (-28%), la Sicilia (-26%), il Lazio (-23%) e via via tutte le altre, con una media nazionale di riduzione pari al -17%. Il dato, peraltro molto atteso per verificare gli effetti della politica commissariale sulla sanità, conferma la tendenza a migliorare l’erogazione appropriata dell’assistenza ospedaliera: rispetto al 2009 i ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza in regime ordinario sono diminuiti in Abruzzo di circa 14.177 unità e sono passati da 47.358 del 2009 a 33.181 del 2011.
Quelli in regime di day hospital si sono ridotti invece di 7.134 unità (-13%). Il Rapporto, ampio 266 pagine, riporta una serie infinita di dati non sempre semplici da interpretare, ma almeno su un altro aspetto conferma i progressi dell’Abruzzo. 


Infatti per l’anno 2011 il tasso di ospedalizzazione standardizzato per i malati acuti in regime ordinario si riduce rispetto agli anni precedenti passando da circa 177 dimissioni per 1.000 abitanti nel 2006 a 116 per 1.000 abitanti nel 2011, a fronte di una media nazionale di 110. Infine le giornate di ricovero sono passate da 1.448.419 nel 2006 a 1.103.880 nel 2011 con una riduzione del 24% . Pressoché costante la degenza media per acuti che si mantiene da diversi anni intorno al valore di 6-7 giorni, mentre aumenta la percentuale di casi complicati trattati che in Abruzzo passa dal 29,43 del 2006 al 34,37 nel 2011.
Secondo le Sdo, al primo posto per i ricoveri e le dimissioni c’è il parto, che però non è una malattia. Seguono come causa principale di ricovero le malattie cardiovascolari e respiratorie e gli interventi chirurgici sulle articolazioni maggiori. Per il day hospital, al primo posto ci sono le chemioterapie, che rappresentano un quarto di tutti gli accessi. Questa diminuzione dell’inappropriatezza nei ricoveri è comunque un dato molto positivo, anche se che ha molti padri, e conferma un trend iniziato anni fa: infatti già l’Agenzia sanitaria regionale diretta da Franco Di Stanislao (Giunta Del Turco, assessore alla sanità Bernardo Mazzocca) emanò a suo tempo un provvedimento di riduzione dei ricoveri inappropriati. In altre parole il -30% significa che si stanno raccogliendo i frutti di un’inversione di tendenza, sulla quale – come per il Piano di rientro dai debiti elaborato dall’assessore Mazzocca – il commissario Gianni Chiodi ha puntato molto, registrando successi che in altri settori della sua Giunta non ci sono stati. 


La promozione definitiva della sanità abruzzese riformata ci sarà però solo quando il Tavolo di monitoraggio romano darà il “rompete le righe” riaffidando la sanità abruzzese al Consiglio regionale. Come dire: prima di cantare vittoria per la diminuzione dell’inappropriatezza, pur molto importante, bisognerebbe confrontare i dati globali definitivi dei ricoveri, compresi quelli della mobilità passiva, per valutare se ci sono stati progressi effettivi nella diminuzione delle prestazioni richieste. Perché se l’Abruzzo è virtuoso all’interno e si “allarga” in altre regioni, siamo sempre allo stesso punto. Mentre tarda ancora l’accordo di confine con le Marche che pure il sub commissario Giuseppe Zuccatelli aveva dichiarato imminente.


Sebastiano Calella