ECONOMIA

Abruzzo/Crisi economica: «81 aziende su 100 a rischio insolvenza»

Incremento di 9,7 punti in 5 anni

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Abruzzo/Crisi economica: «81 aziende su 100 a rischio insolvenza»




ABRUZZO. La grave crisi economico finanziaria mondiale ha investito pesantemente l’Abruzzo che dal 2008 ad oggi è stato risucchiato tra le regioni più in difficoltà del mezzogiorno.
Infatti, fa notare la Cisl, tutti gli indicatori segnalano un arretramento consistente
Rispetto al 2011 le ore autorizzate di cassa Integrazione hanno fatto registrare un incremento del 10% e i beneficiari sono aumentati di oltre 5.000 unità toccando la soglia di 40.585 lavoratori;
Nel quadriennio 2008-2012 il tasso di occupazione si attesta al 56,9% ed è diminuito del 2,5% ( 15.000 occupati) mentre il tasso di disoccupazione si attesta al 9,5% ed è aumentato del 3,8% (+21.000 disoccupati censiti presso i centri per l’impiego). La disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha toccato il 25,6% dal 19,7 del 2008. Le esportazioni nel III trimestre 2012 diminuiscono del 4,5% rispetto al 2011. Dal 2008 al 2012 il PIL è sceso in media del 6,5%. Nel 2012 ogni giorno hanno chiuso i battenti 25 imprese ma i dati della provincia di Pescara sono incoraggianti: 2.661 iscrizioni di nuove imprese a fronte di 2.178 cancellazioni con un saldo positivo di 483 unità. Inoltre il rischio d’insolvenza delle imprese in Abruzzo è passato dal 71,7 nel 2007 all’81,4 con un incremento di 9,7 punti.
«La conseguenza diretta di una crisi così lunga e pervasiva», sottolinea il sindacato, «è l’aumento della disoccupazione e quindi la perdita di reddito per decine di migliaia di lavoratori e per le loro famiglie. Ciò determina l’utilizzo di risorse accantonate nella migliore delle ipotesi oppure l’impossibilità di onorare i debiti e di pagare le rate dei mutui contratti. In quest’ultimo caso scattano i pignoramenti degli immobili da parte delle banche e molte famiglie rischiano di veder vanificati i sacrifici di una vita di lavoro e la stessa possibilità di avere un tetto sotto il quale ripararsi».


In provincia di Pescara oltre alla chiusura di centinaia di piccoli e medi esercizi commerciali, hanno fatto ricorso alla cassa integrazione aziende multinazionali come la Solvay di Bussi per la quale c’è una possibilità di acquisizione da parte della Toto s.p.a., come la Kimberly ( 173 lavoratori dipendenti più circa 300 dell’indotto) che ha avviato da maggio 2012 la cassa integrazione straordinaria di un anno per 50 dipendenti diretti e cerca nuovi acquirenti o la CIR di Tocco da Casauria anch’essa in crisi con i suoi 70 lavoratori in cassa integrazione a rotazione.
All’interno della relazione che verrà esposta lunedì prossimo durante l’assemblea Congressuale della SST-CISL di Pescara uno spazio è assegnato ai tre temi centrali per la Cisl di Pescara: Il Piano di Rilancio dell’Area di crisi Val Pescara, la concertazione sui bilanci comunali e l’anticipazione dell’indennità CIGS o in deroga.
Un’attenzione particolare verrà riservata anche alla riforma organizzativa della Cisl che alleggerisce i livelli di rappresentanza attraverso il completamento del processo di interregionalizzazione Abruzzo-Molise: meno dirigenti sindacali e più sindacalisti sul territorio e sui posti di lavoro.
Al termine del percorso, che avverrà nel mese di luglio nascerà la struttura interregionale Abruzzo-Molise sia per la confederazione che per le categorie e tale struttura avrà tutti gli organismi statutari e la potestà deliberante mentre le strutture territoriali saranno orientate al territorio e ai posti di lavoro ed avranno una funzione di coordinamento delle RSU e di presenza propositiva e vertenziale.