IL CASO

Abruzzo/Il meccanico va in pensione, arriva il meccatronico. Caos normativo

Un cavillo rende impossibile avviare nuove imprese

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2643

Abruzzo/Il meccanico va in pensione, arriva il meccatronico. Caos normativo






AVEZZANO. Nasce una nuova figura che unisce meccanico ed elettrauto e sorgono problemi.
La novità è stata introdotta dalla legge operativa dal 5 gennaio, ma una vacatio normativa impedisce ai neo-imprenditori, per lo più giovani, di avviare l'attività.
La Cna di Avezzano in queste settimane è stata sommersa «da centinaia di proteste dei tanti che si sono visti respingere le domande alle Camere di commercio».
Serve, infatti, un corso di formazione che non è ancora stato istituito. «Così si impedisce di creare nuova occupazione mentre in Italia muoiono 600 imprese al giorno e la disoccupazione galoppa», denuncia il direttore Pasquale Cavasinni. Il meccatronico, dunque, per ora, esiste solo sulla carta. La norma transitoria c'é per chi opera già, e prevede cinque anni di tempo per frequentare un corso e acquisire le nuove competenze.
Se infatti un giovane, operaio specializzato dopo almeno cinque anni di lavoro in officina, si presenta alla Camera di commercio per l'iscrizione e avviare l'attività in proprio si vede chiudere la porta. Scomparsi quindi sia meccanico ed elettrauto, non c'é ancora il meccatronico, i primi arriveranno infatti non prima di un paio d'anni. E nel frattempo?
«E' una storia che lascia sbalorditi», continua Cavasinni. «Mentre le imprese e le famiglie combattono ogni giorno per andare avanti nonostante i colpi della crisi, la nostra burocrazia sembra vivere su un altro pianeta».
«Ben venga il meccatronico, evoluzione naturale del mestiere di autoriparatore, oggi le automobili sono computer e non ha senso separare le competenze, in pratica i meccatronici operano già», spiegano gli autoriparatori che hanno già proposto la loro soluzione al ministero dello Sviluppo economico. «Servirebbe un dispositivo tecnico, ad esempio un parere competente rilasciato dal Mise, per permettere l'iscrizione in una sezione provvisoria dei neoimprenditori, per il tempo necessario per fare in corso. Semplicissimo, ma il ministero fa orecchie da mercante, non si riesce a ottenere un incontro né a ottenere una risposta che chiediamo ormai da settimane. E' paradossale, ma così si impedisce di creare nuova occupazione. Chiediamo ai decisori di fare ogni sforzo possibile per chiudere al più presto questa ulteriore, brutta pagina di storia italiana»