CRISI E LAVORO

Abruzzo/ Pochi soldi per la cassa integrazione in deroga, allarme della Uil Fpl

Disponibili 14,5 mln insufficienti per tutte le richieste, appello a Gatti

Redazione Pdn

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Domenico Rega

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ABRUZZO. Allarme soldi per la cassa integrazione in deroga.
Lo lancia Domenico Rega, Uil Fpl, che invita l’assessore Paolo Gatti e tutta la Giunta regionale «a guardare dentro il problema cig» e a definire tempi certi per la sua erogazione. Analogo, pressante invito Rega lo rivolge ai sindacati tutti che debbono tutelare i cassintegrati: «non ci si può limitare a firmare la documentazione necessaria alla concessione degli ammortizzatori in deroga».
L’appello della Uil Fpl nasce dal fatto che per il 2013 i lavoratori non hanno riscosso nemmeno un euro. E questo nonostante che le autorizzazioni siano state tutte rilasciate e che l’aspetto burocratico sua stato soddisfatto. «Abbiamo anche assistito all’annuncio trionfalistico dell’assessore che preannunciava il trasferimento delle risorse necessarie – continua Rega - ora si scopre che non sono assolutamente sufficienti. Le famiglie non ce la fanno più, ognuno si arrangia come può, ma il vaso è colmo. I circa 14 mln e mezzo di euro concessi non sono sufficienti per i sei mesi autorizzati dal comitato Cicas, ma la Regione nemmeno si preoccupa di far fronte alla forse momentanea difficoltà con risorse aggiuntive reperite dal bilancio regionale».
La preoccupazione della Uil Fpl nasce anche dalle notizie di possibili intoppi burocratici nelle modalità di erogazione dei fondi della cig e dalla mancanza dei decreti attuativi a livello nazionale. Il che si evince da una lettera inviata dalla Regione Toscana al ministro del lavoro Elsa Fornero per contestare le novità introdotte per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga. La Toscana contesta infatti che gli accordi – come da circolare ministeriale all’Inps – debbano essere sottoscritti «in sede istituzionale»: questa piccola innovazione è contraria a tutti gli accordi fin qui sottoscritti – si legge nella lettera inviata al ministro – va contro le disposizioni vigenti e metterebbe in crisi le Regioni che hanno una diversa prassi amministrativa. E la richiesta finale è secca: lasciare in vigore i meccanismi esistenti per non bloccare l’erogazione dei fondi. E mentre a livello nazionale si cerca di risolvere questo intoppo, i soldi non arrivano. «Ma se i lavoratori in cassa integrazione hanno accettato di essere cittadini di serie B – conclude Rega - ora non hanno più nulla da perdere, visto che già hanno perso tutto. Se quei pochi soldi (circa 600,00 euro mensili) non dovessero più essere erogati, in molti hanno minacciato follie e di essere capaci di gesti estremi. E noi non possiamo accettare che questo accada”. Di qui la decisione della Uil di dichiarare lo stato di agitazione dei lavoratori in cassa a zero ore. Inoltre “nel deprecato caso di ulteriori, quanto inspiegati ritardi si farà carico di promuovere ogni iniziativa compresa quella di manifestare per ottenere quanto di diritto».
Sebastiano Calella