LA SENTENZA

Dare dello iettatore è reato. Cassazione: «lede dignità»

Sentenza depositata oggi

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Dare dello iettatore è reato. Cassazione: «lede dignità»




ROMA. Si va incontro a una condanna per diffamazione se si definisce "iettatore" una persona.
Lo si evince da una sentenza con cui la quinta sezione penale della Cassazione ha rigettato il ricorso di un uomo, concessionario di un impianto di radio diffusione e conduttore delle trasmissioni dell'emittente radiofonica 'Radio Regio Stereo', operante ad Altamura, condannato dalla Corte d'Appello di Bari per diffamazione verso diverse parti offese. Nei confronti di una di queste, l'imputato aveva detto che «porta male», tanto che «devo toccar ferro perche' porta anche sfortuna».
La Suprema Corte, con una sentenza depositata oggi, ha sancito che «commette il reato di diffamazione chiunque adoperi termini che risultino offensivi, in base al significato che essi vengono oggettivamente ad assumere, a prescindere dal loro spessore culturale e dalla loro base scientifica, nella comune sensibilita' di un essere umano, collocata in un determinato contesto storico e in un determinato contesto sociale».
Per i giudici di piazza Cavour, la dannosita' di false credenze popolari e' empiricamente rilevabile, al di la' di singoli casi che hanno avuto estrema risonanza nella pubblica opinione anche se non specialmente nella storia dell'umanita'. E' ampiamente e dolorosamente noto che il 'sapere superstizioso' diretto a distinguere e a disprezzare categorie sociali, identificate per sesso, religione, colore della pelle, provenienza geo politica, etnica, culturale, ha condotto a ingiustificate emarginazioni, a disumane persecuzioni.