POLITICA

Abruzzo/Legge elettorale: Sospiri (Pdl) bacchetta Chiodi e Piccone

Provvedimento predisposto, per Abruzzo non si cambia

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Filippo Piccone

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ABRUZZO. «O ho assistito a una riunione diversa sulla legge elettorale rispetto a quella riportata sui giornali, o il presidente Chiodi e il coordinatore Piccone fanno affermazioni precise nel corso delle riunioni del Pdl, ma poi dicono cose diverse ai giornalisti».
E' l'accusa formulata dal consigliere regionale Pdl Lorenzo Sospiri, presidente della commissione Statuto, nei confronti del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, e del coordinatore del Pdl, il deputato Filippo Piccone, nel fare il resoconto della riunione del Pdl che ha preso in esame la riforma della legge elettorale abruzzese.
La legge elettorale predisposta dalla Commissione modifica il numero dei consiglieri che scenderà da 45 a 29, più il Presidente eletto e il miglior candidato avversario sconfitto, dunque 31, con la preferenza e l'abolizione del listino. Ciò di cui ancora si sta discutendo in Consiglio regionale è la questione dell'eventuale innalzamento della soglia necessaria per entrare nell'Emiciclo, oggi fissata a più del 3 per cento, e come portare un maggior numero di donne in Consiglio.
«Ritengo sia evidente», spiega Sospiri, «che l'eventuale innalzamento della soglia d'ingresso non è certo un problema del Pdl, né tantomeno, allo stato attuale, dei 'grillini', ma piuttosto dei mille partitini di appoggio al centrosinistra, come Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Comunisti Italiani e altri ancora, che rischierebbero di ritrovarsi fuori dall'aula, ma senza alcun problema di 'governabilità’».
Riferendosi ancora a Chiodi e Piccone, Sospiri che era già insorto contro i vertici regionali per via delle scelte dei candidati alle politiche, ha sottolineato che «é evidente come sia stata fornita una versione romanzata di una riunione che ha avuto uno spirito ben diverso dalla sua ricostruzione giornalistica».
Stando alle parole di Sospiri ci sarebbero state richieste diverse perché la riduzione dei consiglieri provocherebbe l'ingovernabilità: «E' evidente che, stante la riduzione a 29 consiglieri, la coalizione di maggioranza avrà il 60 per cento degli eletti, dunque 18 consiglieri, questo vuol semplicemente dire che occorrerà puntare su persone capaci e serie, utili a garantire la tenuta della maggioranza, e sarà compito dei partiti comporre delle liste di candidati con coscienza e consapevolezza».