MISTERI E MINISTERI

Abruzzo/Ombrina Mare. Le sparizioni continuano: «mai arrivati in Regione documenti della Medoil»

Dopo le due lettere del Ministero Chiodi fa un’altra segnalazione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1935

Abruzzo/Ombrina Mare. Le sparizioni continuano: «mai arrivati in Regione documenti della Medoil»

... e sono tre....




ABRUZZO. A sentirla raccontare, questa cosa, quasi non ci si crede.
Ma si immagina una specie di buco nero tra Roma e l’Abruzzo dove vengono inghiottite tutte le carte di una delle battaglie più dure che gli abruzzesi dovranno combattere nei prossimi anni.
Adesso si scopre che non solo la prima lettera inviata dal Ministero alla Regione nel luglio 2012 non è mai arrivata a destinazione.
Non solo una seconda lettera inviata per conoscenza anche alla Regione a novembre 2012 è sparita chissà dove. Adesso, lo racconta il governatore Gianni Chiodi, si scopre che a mancare all’appello «perché mai arrivata» a destinazione sarebbe anche la documentazione integrativa che la Medoil avrebbe spedito sul progetto Ombrina nei mesi scorsi. Niente, anche questo materiale è finito inghiottito dal buco nero. 


La situazione sembra più grave di quanto si potesse immaginare. Oggi in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro ha chiesto di sapere dove si inceppa il meccanismo. Questa è la domanda che si stanno facendo tutti. Il governatore ha assicurato che sicuramente non sussistono problemi in Regione, che quando la posta (che «è una cosa seria», ha detto) arriva a destinazione viene tutta protocollata «non è che decido questo si protocolla e questo no».
Ma di sicuro qui c’è qualcosa che non funziona. E se in meno di una settimana si sono scoperte tutte queste falle nel recapito della corrispondenza chissà quante altre missive, che nessuno sta reclamando, sono sparite nel nulla. 


Dopodomani Chiodi avrà un faccia a faccia con il Ministero dello Sviluppo e queste domande dovranno trovare assolutamente una risposta. Non tanto perché se la lettera fosse arrivata a destinazione si poteva cambiare la storia del progetto (quello della Regione è solo un parere) ma perché la mancanza di trasparenza su una questione di vitale importanza per 11 mila imprese del territorio e l’intera regione non può pagare anche lo scotto di superficialità, sciatteria o disguidi postali.
Giovedì il presidente batterà i pugni a Roma o lascerà correre? Nelle ultime ore il suo comportamento fa protendere più verso la seconda ipotesi dal momento che su Facebook ha scritto che «queste cose succedono, non è la prima volta» o che non capisce «il polverone» delle missive scomparse. Chiederà un accertamento dei fatti?
Porterà a Roma con sé lo sconcerto di una intera regione che è stata dribblata da ministeri e aziende petrolifere che hanno deciso in piena solitudine?
Chiodi ha già detto che vuole risposte anche su come sia possibile che una procedura chiusa nel 2010 venga riaperta due anni dopo partendo dal punto in cui si era lasciata. Il presidente ha poi confermato di aver richiesto alla Conferenza delle Regioni di inserire all'ordine del giorno della prossima riunione "la richiesta a Governo e Parlamento di abrogare l'art. 35 del decreto legge 83/12 in modo da tornare al decreto legislativo 128/10 voluto dall'allora ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo".