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Abruzzo/Ombrina Mare, Consiglio regionale compatto vota per il no

D’Alessandro (Pd) insiste: «dove sono finite le lettere sparite»

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ABRUZZO. I giorni passano e l’Abruzzo si mostra sempre più compatto e pronto a combattere, tutti insieme, nella stessa direzione sul caso di Ombrina.
Questa mattina il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un progetto di legge a sostegno della flotta peschereccia di Pescara e i criteri di erogazione dei contributi all’Associazione Regionale Allevatori (Ara).
Per la marineria vengono stanziati complessivamente 428mila euro (attingendo a uno specifico capitolo già esistente nel bilancio della Regione, che aveva una dotazione di circa 23mila euro, e utilizzando per la differenza una quota della procedura di liquidazione dell’Arssa), che serviranno a far fronte al periodo di fermo biologico che durerà fino al 30 aprile. All’Ara, invece, per garantire la continuità gestionale, viene anticipata una quota pari alla metà del contributo regionale già stanziato in bilancio.
Successivamente l’Assemblea ha approvato, sempre all’unanimità, una risoluzione che impegna il presidente della Regione Gianni Chiodi a porre in essere tutte le iniziative «intervenendo presso i Ministeri competenti e ricorrendo in via giudiziaria» per bloccare l’insediamento dell’impianto di estrazione petrolifera “Ombrina Mare 2”, che dovrebbe sorgere al largo del litorale di San Vito Chietino. «Un voto che ha spazzato via qualsiasi malevola quanto strumentale interpretazione», ha commentato Riccardo Chiavaroli, portavoce del gruppo consiliare del PdL.


«Il governo Chiodi ribadisce la propria vocazione con fatti concreti a difesa dell'ecosistema d'Abruzzo - spiega Chiavaroli - caratterizzandosi come coalizione responsabile, che è qualità ben diversa dall'ambientalismo da salotto. Dal 2008 - sottolinea ancora il portavoce del PdL - con noi non c'è stata alcuna concessione per interventi invasivi che potessero compromettere l'ambiente, anzi siamo arrivati a scongiurare persino insediamenti approvati da altri in passato».
Intanto è ancora mistero sulle lettere partite dam Ministero e sparite nel nulla (mai arrivate in Regione). 


«Dove si è verificato il cortocircuito che ha portato alla scomparsa dei documenti riguardanti l'iter autorizzativo di Ombrina Mare?», ha chiesto il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D'Alessandro. «Rimangono però alcuni aspetti da chiarire - continua D'Alessandro, che ha già presentato formale richiesta di accesso agli atti del procedimento - in merito alle carte. Prendo atto delle dichiarazioni del presidente Chiodi, che asserisce che i documenti non sono arrivate. Mi chiedo: ma quella lettera è l'unica lettera spedita alla Regione? Cosa è accaduto nelle stanze dell'Assessorato o del Ministero?»
E di Ombrina Mare si parlerà anche in un Consiglio straordinario a Vasto il prossimo 13 marzo (prima sedura e 14 in seconda seduta). L’intera maggioranza ha presentato, primo firmatario il capogruppo di Giustizia Sociale Luigi Marcello, una richiesta urgente per discutere sul tema.