DOPO VOTO

Conclave Movimento 5 Stelle, oggi arrivano Grillo e Casaleggio

Ieri la prima giornata di lavori, si continua oggi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2670

beppe grillo m5s
ROMA. «Ora lo possiamo dire sul serio, che ci vediamo in Parlamento!».





Brillano gli occhi, ai deputati e ai senatori del MoVimento 5 Stelle. A sette giorni dal voto, si è aperto ieri a Roma il loro 'conclave'. Non ci sono tutti i 163 eletti, ma ce ne sono molti e arrivano a decine, alla spicciolata. E danno corpo a quello tsunami che promette di stravolgere la vita del Parlamento italiano. Ieri si sono incontrati per la prima volta, si sono conosciuti e hanno iniziato a organizzarsi.
Nell'attesa che oggi arrivi 'lo staff', ovvero Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Solo con i 'big', che eletti non sono, ma continueranno a regolare la vita del M5S, si disegnerà la linea politica. A loro verrà affidata la comunicazione esterna. E soltanto in loro presenza si deciderà. Anche tra i neo parlamentari il passaparola è stato evitare i cronisti e mantenere il silenzio, ma il segreto sul luogo del vertice a 5 Stelle ha retto il tempo di una mattinata.
Oggi per l'arrivo di Grillo e Casaleggio si cambierà location, assicurano: un luogo meno scontato. Ma chissà se non è un altro depistaggio. Giungono soli, in coppie, a gruppi da tutta Italia. I toscani hanno preso un pullmino, il cui autista sembra aver saputo l'indirizzo della convention solo una volta arrivato in città, le 'falangi' lombarda e campana si fanno notare per numero e compattezza. Lo stile è casual. Poche delle giovani elette indossano i tacchi, per il resto scarpe da ginnastica, felpe e zaino in spalla. «Sono venuta in aereo anche se sono contraria, perché inquina - dice la 26enne piemontese Laura Castelli - Ma il treno costava troppo. Domani se ho tempo vorrei cercare un appartamento...». 


La vita romana è ancora tutta da organizzare. Intanto si pranza con panini e pizze. E ci si accorda per comunicare via mail: niente sms, che costano. E le decisioni politiche? E la fiducia al Pd? Nel pomeriggio, mentre fuori le telecamere braccano anche ignari turisti, inizia la riunione. Tutti in cerchio, in una saletta nel seminterrato. C'é chi esce per cambiare il pannolino al figlio neonato. Mentre dentro si discute di questioni organizzative. E ci si conosce: perché alcuni degli eletti non si sono mai visti e neanche si accorgono che tra loro è seduto qualche giornalista. Si discute e poi si vota: la comunicazione interna sarà gestita con un Google group (e chi non sa cos'é «prenda ripetizioni»); ci sarà un forum per la logistica; i gruppi parlamentari si vedranno una volta a settimana. Ma per decidere come e cosa comunicare 'fuori' si devono attendere Beppe e Gianroberto. Saranno loro a dettare la linea. «Casaleggio ne sa più di noi, ha fatto un impero, parliamone domani con lui», nota qualcuno. «Tra 10 giorni saremo dentro il Grande Fratello», osserva qualcun altro. «Ma a me la chiusura non piace - protesta Paola Taverna - agli elettori dobbiamo dire qualcosa, altrimenti moriamo in tre mesi». D'accordo, interviene un collega, ma intanto «attenti a chi si avvicina: sta entrando di tutto nel M5S».

«I PARLAMENTARI POSSONO FARE IL CAZZO CHE GLI PARE»
Intanto ieri Grillo dal suo blog si è scagliato contro l’articolo 67 della Costituzione che recita: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».
«Questo», ha fatto notare il leader del M5S, «consente la libertà più assoluta ai parlamentari che non sono vincolati né verso il partito in cui si sono candidati, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori. Insomma, l'eletto può fare, usando un eufemismo, il cazzo che gli pare senza rispondere a nessuno. Per cinque anni il parlamentare vive così in un Eden, in un mondo a parte senza obblighi, senza vincoli, senza dover rispettare gli impegni, impegni del resto liberamente sottoscritti per farsi votare, nessuno lo ha costretto con una pistola alla tempia a farsi inserire nelle liste elettorali. La circonvenzione di elettore è così praticata da essere diventata scontata, legittima, la norma. Non dà più scandalo. Viene concesso al parlamentare libertà preventiva di menzogna, può mentire al suo elettore, al suo datore di lavoro, senza alcuna conseguenza invece di essere perseguito penalmente e cacciato a calci dalla Camera e dal Senato».