FAUNA

Abruzzo/Parco Nazionale, 8 lupi morti: «uccisi con fucili e veleno»

Morti anche un cane e una volpe

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2361

lupo




ABRUZZO. Da gennaio ad oggi otto lupi sono stati trovati uccisi dalle Guardie del Parco e da quelle del Cta/Corpo Forestale dello Stato.
Con l’arrivo di quasi tutti i risultati delle analisi l’Ente è ora in grado di comunicare le cause dei decessi. Sei degli otto lupi sono stati rinvenuti nella Zona di Protezione Esterna . Tra questi 4 sono risultati positivi al cimurro (due a Gioia dei Marsi e due ad Ortona dei Marsi, nei quali si sono riscontrate anche tracce di veleno, precisamente di carbammato), mentre altri due sono stati uccisi con arma da fuoco nel versante laziale del parco (S. Donato Val Comino e Picinisco).
All’interno del Parco, invece, due sono i lupi ammazzati, di cui uno sicuramente con un arma da fuoco (Civitella Alfedena) mentre per il secondo (Barrea), si attende il responso della necroscopia, ma si sospetta, anche in questo caso, l’abbattimento con fucile.
Le località interessate sono state attentamente perlustrate secondo il protocollo stabilito nei casi di sospetto avvelenamento. All’esterno del Parco e della sua Area Contigua, sono stati inoltre ammazzati altri quattro lupi (1 a Trasacco, 2 a Casali d’Aschi di Gioia dei Marsi e 1 a Carrito di Ortona dei Marsi) recuperati dal CFS e dalla ASL di Avezzano, di cui due morti per cimurro, e due in attesa del completamento delle analisi.
Nel corso di perlustrazioni è stato accertato che anche una volpe e un cane sono rimasti vittime del veleno. Per i casi di propria competenza, sin dai primi ritrovamenti l’Ente Parco ha avviato proprie indagini procedendo, man mano, alle denunce alla Autorità giudiziaria.
La direzione del Parco, negli ultimi giorni, ha investito la Procura della Repubblica di Avezzano della situazione creatasi per l’uso di bocconi avvelenati e armi da fuoco.
Per affrontare il problema del cimurro, la cui presenza è stata rilevata dall’Istituto Zooprofilattico anche in animali morti in altre aree protette abruzzesi, per la prossima settimana è previsto un incontro tra Aziende Sanitarie Locali, Regione Abruzzo e Parchi per valutare le iniziative da mettere in campo per poter far fronte alla situazione.
«Questa vicenda», commentano Giuseppe Rossi e Dario Febbo, «conferma che nel territorio del Parco e aree circostanti operano malavitosi e malintenzionati che non si fanno scrupoli di mettere a rischio la stessa salute pubblica degli abitanti del territorio, pur di attaccare e creare difficoltà a una Istituzione che rappresenta l’interesse di tutta la collettività alla protezione della natura e dell’ambiente».