SANITA'

Abruzzo/Villa Pini: il comitato dei creditori decide sulla nuova asta

Sindacati preoccupati per il ritardo della cassa integrazione

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Giuseppina Ivone

Giuseppina Ivone

CHIETI. E’ corsa contro il tempo per bandire al più presto un’altra asta di Villa Pini.





Dopo il verbale di “diserzione” della gara (così tecnicamente viene definita la mancanza di offerte), firmato ieri nello studio del notaio Alfredo Pretaroli, il curatore ha già convocato per questa mattina il Comitato dei creditori che dovrà stabilire tempi e modi della nuova asta e soprattutto il nuovo prezzo. In questo modo il Policlinico Abano Terme, attuale affittuario e gestore della casa di cura, potrebbe riuscire ad esercitare il diritto di prelazione sull’acquisto della clinica, che scade il 31 marzo insieme alla proroga del suo contratto di affitto. Sembra anche superata la questione dei tempi per la pubblicità della gara: «tutti gli operatori eventualmente interessati o hanno preso visione direttamente dei dati inseriti in “data room” attraverso la loro manifestazione di interesse – ha spiegato il curatore fallimentare Giuseppina Ivone - oppure hanno comunque conosciuto i bandi di gara pubblicati sulla stampa nazionale e su alcune importanti testate on line. Nell’interesse dei creditori, e dei dipendenti in particolare, sarà perciò mia cura accelerare i tempi tecnici, recepire il parere del Comitato dei creditori e illustrare la situazione al Giudice delegato cui spetta la decisione finale. Spero così di completare un lavoro che dura da tre anni e che ha consentito alla clinica di superare il grave stato di crisi in cui era precipitata con la vecchia gestione».
 In effetti sono proprio i dipendenti, in servizio o ancora in cassa integrazione, a premere di più per una soluzione definitiva della gestione di Villa Pini. Anche perché non tutti sono tornati in servizio e capita pure che la cassa integrazione sia in ritardo nei pagamenti.
«La Uil e gli altri sindacati hanno sollecitato la soluzione del problema che dipende da Roma - spiega Domenico Rega – lì dopo l’accordo Stato-Regioni, solo in 13 (Abruzzo compreso) hanno messo a posto la documentazione. Altre regioni - come la Lombardia – sono in ritardo e i fondi non si sbloccano. Con un pò di buona volontà in Abruzzo si potevano anticipare i soldi e pagare. Spero che l’attesa per la regolarizzazione sia breve».
«Anche perché – come precisa Carmine Ranieri, Cgil – il ritardo della cassa integrazione interessa tutto l’Abruzzo, visto che non sono disponibili ancora i fondi 2013 e quindi l’Inps non paga».
 L’allarme per l’asta deserta viene invece lanciato dalla Cisl con Vincenzo Traniello e Davide Farina: «C’è preoccupazione per i malati assistiti a Villa Pini, ai quali si dovrà assicurare la continuità delle cure. Poi ci sono le centinaia di medici, operatori sanitari, tecnici, amministrativi e ausiliari che potrebbero trovarsi, dopo il 31 marzo, collocati nuovamente in cassa integrazione in deroga, con tutto ciò che questa ipotesi comporta. L’auspicio è che ci sia a breve un’altra asta e che con una scelta responsabile di tutti si possa uscire da questo periodo di indeterminatezza».
Sebastiano Calella