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Abruzzo/Ombrina Mare, il Ministero dice sì ma avverte: «attenzione agli sversamenti di idrocarburi in mare»

Chiodi: «a noi mai arrivato alcun sollecito»

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ABRUZZO. Il ministero dell’Ambiente sostiene che Ombrina Mare sia «compatibile» con l’ambiente dove sorgerà a condizione «che vengano adottate tutte le misure di mitigazione proposte e che si ottemperi» a determinate prescrizioni.
E la lista delle prescrizioni è assai lunga. Particolare attenzione, si dice da Roma, bisognerà riporla per evitare sversamenti di petrolio in mare. Proprio questa una delle preoccupazioni maggiori del territorio che si oppone con forza al progetto della Medoil. Bisognerà cercare di contenere «eventuali disturbi prodotti dalle attività di perforazione, trasporto e stoccaggio». Dunque non si escludono rischi, nessuno mette la firma sotto un documento che, oltre alla «compatibilità ambientale», sia anche in grado di escludere danni e modifiche all’ambiente.
Ma intanto il ministro Clini ha firmato il decreto. Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale c’è tempo 60 giorni per firmare un ricorso al Tar e 120 per un ricorso al Capo dello Stato
Nel decreto, pubblicato ieri sul blog del professor Enzo Di Salvatore, il Ministero scrive che la Regione Abruzzo «pur sollecitata ad esprimere un parere» abbia taciuto. Ma questa circostanza viene smentita categoricamente dal presidente Gianni Chiodi: «nessuna comunicazione o sollecito di luglio 2012 da una attenta ricerca sul protocollo regionale, risulta mai pervenuta dal Governo Monti».
Proprio ieri, dopo la lettura del decreto, la rabbia degli oppositori si era scagliata contro il silenzio dell’ente regionale. «E’ gravissimo, il governatore spieghi», aveva chiesto il Wwf. «Chiodi spieghi perché non si è opposto», si è accodato al coro il consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, che ha annunciato una interrogazione. 


LUNGA SERIE DI PRESCRIZIONI
La lista di prescrizioni è lunga, lunghissima. Da un lato, dunque, si dice che l’opera è compatibile con l’ambiente, dall’altro non si esclude il pericolo di sversamenti in mare di petrolio, di pericoli per la fauna ittica, di incidenti di vario genere tanto che la Medoil dovrà continuamente monitorare la situazione e utilizzare particolari accorgimenti a tutela del territorio.
Prima dell’inizio dei lavori la società dovrà presentare il progetto dettagliato dei tracciati delle condotte, dei mezzi e delle modalità di posa o di interramento. Dovranno essere presentate, all’Arta Abruzzo, le schede di sicurezza dei materiali utilizzati per la protezione delle nuova condotte marina e dei cavi per il collaudo idraulico della condotta. Dovrà essere definita «in dettaglio» la composizione della lega metallica utilizzata nei sistemi di protezione anticorrosiva delle condotte a mare.
Dovrà essere presentato un manuale operativo contenente la logistica del cantiere a terra e a mare, caratteristiche dei mezzi ed attrezzature di posa in opera, pianificazione dei lavori.
«Dovranno essere applicate», continua il ministero, «le Migliori Tecniche Disponibili in riferimento ai documenti di livello europeo “Best Available Techiniques Reference documents (BRefs)” emanate dall’European IPPC Bureau e di livello nazionale». Dovranno essere rispettati i limiti di emissione di inquinanti in atmosfera prescritti dalla normativa italiana vigente.
«Dopo il quarto anno di esercizio e comunque quando si dovrà procedere alla re-iniezione delle acque di strato nel sottosuolo», si legge ancora nel decreto, «dovrà essere presentata apposita istanza per l’ottenimento della AIA».


MONITORAGGI
Inoltre la società dovrà effettuare prima dell’opera, e anche dopo, dei prelievi per «valutare le eventuali modifiche ambientali indotte dalla realizzazione del progetto e per valutare eventuali disturbi prodotti dalle attività di perforazione, trasporto e stoccaggio».
Bisognerà dunque verificare «lo stato complessivo di qualità delle acque marine, dei sedimenti». Per la verniciatura delle strutture immerse ed emerse della piattaforma e della boa, dovranno essere utilizzate vernici a protezione marina, certificate per assenza di composti organo stannici.
Durante la fase di installazione della piattaforma (infissione nel fondale con battipalo) e di perforazione dei pozzi, per tutelare i mammiferi marini da eventuali impatti causati dal rumore subacqueo, le lavorazioni rumorose, dovranno prevedere l’adozione delle linee guida per la gestione dell’impatto di rumore antropogenico sui Cetacei . La società dovrà anche fornire, «appena possibile», un elenco dettagliato dei macchinari impiegati e delle caratteristiche specifiche di emissione sonora in acqua con le relative mappe isofoniche di distribuzione in mare, corredate da un programma di monitoraggio specifico.


«CAUTELE E ACCORGIMENTI PER MINIMIZZARE IMPATTI»
I capitolati di appalto dovranno contenere come oneri a carico dell’impresa tutti quelli derivanti dalle misure di monitoraggio e mitigazione. Dovranno inoltre prevedere specificatamente tutte le cautele e gli accorgimenti necessari per minimizzare gli impatti ambientali durante la fase di realizzazione.
Le aree adiacenti alle gambe della piattaforma dovranno essere integrate con una superficie pari ad almeno 32 metri quadrati. con materiali inerti che dovranno avere caratteristiche tali da offrire rifugio ad invertebrati e fauna ittica.
La Medoil dovrà implementare le misure di prevenzione dei rischi, dell’inquinamento marino, della produzione di rifiuti e di mitigazione degli impatti ambientali.


«PRECAUZIONI PER SVERSAMENTI IN MARE»
Poi c’è la questione che, tra le altre, crea maggiore allarme, ovvero quella del rischio del petrolio a mare:. Anche su questo punto il Ministero è chiaro ma da quello che scrive è evidente che non si esclude il rischio di eventuali sversamenti: «durante i lavori devono essere attuate tutte le misure che possono evitare gli inquinamenti a mare di oli, carburanti e sostanze tossiche in genere e tutte le precauzioni che possano ridurre gli effetti di eventuali sversamenti accidentali e adottare le misure per il contenimento a mare di sostanze tossiche in conformità con le indicazioni della Capitaneria di Porto».
Inoltre dovranno essere utilizzati impianti “impermeabilizzati” cioè in grado di impedire qualsiasi tipo di sversamento accidentale in mare di acque piovane, liquidi di perforazione o acque di sentina.
Gli impianti di perforazione dovranno essere assistiti da una nave appoggio dotata di opportune attrezzature e materiali per il suo eventuale impiego in mare in caso di sversamenti accidentali di olio.


I RIFIUITI
Deve essere approvato dalla Regione Abruzzo e Arta Abruzzo il piano dei rifiuti che contenga le modalità di conferimento dei materiali prodotti durante la fase della perforazione. L’unico scarico consentito in mare sarà quello delle le acque meteoriche, gli eventuali idrocarburi in esse presenti, anche se solo in traccia, dovranno essere separati dall’acqua e periodicamente inviati a terra per l’opportuno smaltimento.
Fanghi di perforazione per la realizzazione della perforazione dei pozzi dovranno essere utilizzati fluidi (detti anche fanghi) a base d’acqua con divieto assoluto di utilizzo di fluidi alternativi a base d’olio ancorché dichiarati a bassa tossicità. 


TUTTI I POSSIBILI SCENARI
«Al fine di prevenire conseguenze negative sull’ambiente e sull’uomo in caso di accadimento di un possibile evento accidentale», chiude il decreto, «il proponente, prima dell’inizio dei lavori, dovrà provvedere alla redazione di una analisi di rischio globale con dettagliate analisi quantitative che tengano conto di tutti i possibili scenari accidentali causati da eventi eccezionali, da particolari eventi meteo marini, da errori umani, da malfunzionamento delle attrezzature, perdita di posizione dovuta ad aratura e trascinamento di ancore e sistemi di ancoraggio in genere, interferenza reciproca dei mezzi navali, impatto accidentale degli stessi con le infrastrutture».