DOPO VOTO

Abruzzo/Elezioni. Pd in crisi. Paolucci: «non mi dimetto». E Pescara cerca un Renzi

Fusilli: «siamo andati malissimo»

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Paolucci e Bersani

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ABRUZZO. La prima a lanciare l’allarme è stata ieri la neo senatrice del Partito Democratico.
Stefania Pezzopane, l’unica rappresentante del Pd ad entrare in Senato, ha parlato di «emorragia di voti» e ha chiesto ai suoi «un esame di coscienza».
A ruota è seguito anche il neo deputato Giovanni Legnini secondo il quale l’unico vincitore è il Movimento 5 Stelle di Grillo. Rifiuta, invece, responsabilità dirette per la sconfitta in campagna elettorale e respinge ogni ipotesi di dimissioni Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd: «se ci dovesse essere un nuovo congresso nazionale, allora ci potrebbe stare, ma così no. Grillo ha preso il 30% ovunque non solo in Abruzzo». Paolucci porta invece come risultati a suo merito le elezioni locali degli ultimi anni. «Da Montesilvano ad Avezzano, da Ortona a Spoltore quando abbiamo allargato le nostre alleanze abbiamo sempre vinto».
Ammette, come aveva fatto ieri anche la riconfermata deputata Vittoria D’Incecco, che «tutti ci aspettavamo di più alle politiche, qui pensavamo di essere sopra di due punti, e invece abbiamo perso un buon 7%»
. Fra un anno ci sono le regionali e quindi «penso a più larghe intese con soggetti anche civici, non solo politici - chiude Paolucci - non dobbiamo ripetere l'errore di chiuderci in noi stessi».


Ma ci sono anche le amministrative e pure Pescara tornerà al voto. Gianluca Fusilli, consigliere comunale e candidato alla Camera all'ottavo posto, commenta: «se per il futuro si dovesse dire che per vincere ci vuole Renzi, beh, a qual punto anche in Abruzzo servirà un Renzi...». Per Fusilli dire che il Pd paga le note vicende del 2008 con le inchieste Del Turco e D'Alfonso «é troppo semplice. Certo é che l'offerta del Pd di oggi, a prescindere da quei fatti, non piace alla gente. Diciamo la verità: se non ci apprezzano forse sarà perché non ci spieghiamo bene, mica può essere sempre colpa degli elettori».
Festeggia in queste ore, invece, il sindaco Luigi Albore Mascia: la vittoria del Pdl in Abruzzo la legge come un segnale positivo: «il risultato ottenuto è senza dubbio rilevante, emozionante, ma soprattutto è la conferma della bontà dell’azione amministrativa portata avanti direttamente sul territorio dalla coalizione di centro-destra alla Regione, in Provincia e in Comune a Pescara».
Sulla stessa linea anche il presidente Guerino Testa: «il risultato dimostra non solo la grande forza trainante che ancora oggi contraddistingue Silvio Berlusconi ma anche il buon lavoro che la classe politica locale sta portando avanti in questa regione, riscuotendo evidentemente il consenso degli elettori».
Il neo deputato Fabrizio Di Stefano chiede di «rimanere con i piedi per terra» per capire «che dobbiamo andare a riconquistare consensi affinche' chi ci ha dato fiducia nel 2008 torni a darcela, anche se stavolta non ce l'ha confermata».
A livello nazionale la situazione appare decisamente meno rosea di quanto la fanno apparire i neo deputati e senatori del centrodestra. La governabilità è a rischio, si pensa ad un governo dalle larghe intese. Il Pd potrebbe aprire al M5S. «So che lui ci sta». Così Dario Fo a Otto e mezzo su La7,risponde alla domanda se Grillo farà nascere il nuovo governo proposto da Bersani. «Naturalmente bisognerà vedere se troverà la disponibilità all'ascolto delle sue posizioni. Sarà comunque un bell'incontro-scontro». e c’è poco da festeggiare.

 

«SINISTRA VERA TORNA IN PARLAMENTO»
«Riportiamo la sinistra in Parlamento dopo anni: non c'eravamo e ora ci siamo, il tutto per creare un nuovo centrosinistra». Così il neo deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla, che torna alla Camera dopo 20 anni esatti dalla sua elezione nelle fila dei Ds nel 1992. «Certo, come in Italia anche in Abruzzo ci aspettavamo qualcosa di più, ma la nostra campagna elettorale è stata condotta senza mezzi, perché siamo un piccolo partito senza risorse - insiste Melilla - Ma la coalizione ha pagato l'appoggio del Pd al governo Monti, e alle voci di un futuro inciucio con il Professore. Mai stati d'accordo con l'occhiolino a Monti, autore di una austerità insopportabile. E che era un errore, te l'hanno fatto capire bene gli elettori...».
Anche in Abruzzo trionfa Grillo, ma al Senato la spunta il Pdl: «Grillo dirompente, ma il Pdl in Regione perde il 18% e il Pd il 7%: insomma, il centrodestra crolla ma sorpassa in... discesa - chiude Melilla - Ma con l'M5S Sel ha molto cose in comune, soprattutto la lotta al governo Monti, antisociale, fiscale e inaccettabile».