DOPO VOTO

Abruzzo/Elezioni. Primi scossoni post voto. Pdl: «è un miracolo», Idv perde pezzi

Movimento 5 Stelle, a Montesilvano picco del 36,6%

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6766

Gaetano Quagliariello

Gaetano Quagliariello




ABRUZZO. «Abbiamo realizzato un risultato che alla vigilia sembrava impossibile».
Con queste parole il senatore Pdl Gaetano Quagliariello ha aperto la conferenza stampa che stamani ha tenuto a Pescara sul risultato elettorale, affiancato dagli eletti in Abruzzo e dal presidente della Regione Gianni Chiodi. «Ce l'abbiamo fatta perche' in tanti - ha proseguito Quagliariello - abbiamo capito che la politica si fa con la testa e con il cuore, non si guarda dal buco della serratura. Noi non ci siamo risparmiati, dal primo giorno, e abbiamo seguito l'esempio di Berlusconi compiendo un miracolo a livello nazionale».
Questa tornata elettorale, per il senatore Pdl, è stata invece la sconfitta di chi «ha fatto troppi calcoli, alcuni anche nel nostro campo, e non ha compreso che si trattava di una competizione nazionale e per il governo. Oggi tutti sanno che avevamo ragione, anche gli interessati, ma quando qualcuno sbaglia non bisogna infierire il giorno dopo e noi non vogliamo farlo».
Rispetto alle politiche del 2008 il Pdl in Abruzzo ha perso oltre 150 mila voti, passando dal 41,1% al 29,1%: «ma lo scenario nazionale da allora é diverso», ha ammesso Filippo Piccone, neo deputato e coordinatore regionale del partito.
Festeggia Gianni Chiodi che ammette che c’è comunque «un bacino da recuperare, anche se dovessero cambiare quelle condizioni nazionali. Ma la risposta alla riduzione di voti al Pdl è un'altra - insiste il presidente della Regione - e cioé: come ha fatto il Pd ad aver perso i suoi voti? Noi lo sappiamo. Vuol dire che la gente non si fida del Pd...».
Per Chiodi uno dei motivi è la legge elettorale: «il Pdl mi risulta avesse un testo, ma il Pd, convinto di aver già vinto a mani basse si è tenuto stretto il Porcellum. E' stata una strategia non lungimirante, inaspettata al Senato in Abruzzo: ma é una giusta lezione per il Pd, che pensava di aver già vinto».
A dar manforte a Chiodi è arrivato anche Fabrizio Di Stefano: «Oggi abbiamo euforia e eccitazione, perché abbiamo vinto contro ogni previsione, ma dobbiamo restare con i piedi per terra, e capire come riconquistare quei voti. Pur se il momento storico è diverso, il Pdl in Abruzzo resta sempre tra i primi in Italia, sopra la media nazionale, ed è merito nostro - ha insistito - di questa dirigenza abruzzese. Quindi dobbiamo aver fiducia».
«Abbiamo un appuntamento che è quello della nomina del presidente della Repubblica», ha detto ancora Di Stefano. «Eviteremo per fortuna il ripetersi di presidenze alla Napolitano che abbiamo visto come, soprattutto in questo anno e mezzo, sia stato in grado di incidere in maniera negativa nelle scelte della politica». Quaglieriello comunque ha avvertito tutti: «la campagna elettorale non e' finita». «Useremo questo entusiasmo perché l'Abruzzo resti al centrodestra. Per noi la campagna elettorale continua e contiamo di centrare l'obiettivo» alle regionali.

MASCITELLI LASCIA CARICA SEGRETARIO
Intanto uno scossone arriva in casa Italia dei Valori. Il segretario regionale dell’IdV Alfonso Mascitelli ha convocato per giovedì pomeriggio nella sede di Pescara l’esecutivo regionale per comunicare le sue dimissioni dalla carica di segretario.
«Nel nostro paese – ha dichiarato – dopo ogni elezione tutti dicono di aver vinto. Ritengo invece giusto e onesto, con le mie dimissioni accelerare al massimo l’avvio di una nuova stagione, per recuperare la credibilità delle battaglie fatte e del nostro impegno futuro».
Secondo Mascitelli l’Italia dei Valori avrebbe pagato, a livello nazionale come in Abruzzo, «l’effetto trascinamento di vicende nazionali» e ammette che il progetto politico intrapreso con Ingroia «era l’unico coerente con la nostra opposizione fatta dentro e fuori il Parlamento ma è partito purtroppo in ritardo».
Mascitelli sostiene inoltre che il Pd ha contribuito a resuscitare la destra di Berlusconi.

GATTI: «ADESSO MOMENTO DI RIFLESSIONE»
L’assessore regionale Paolo Gatti impegnato da settimane come candidato capolista alla Camera per Fratelli d’Italia non ce l’ha fatta. Su Facebook ammette che rifarebbe tutto quello che ha fatto «cento volte» e annuncia: «mi prenderò qualche giorno di riposo e riflessione. Non siate tristi e dispiaciuti, e' stata una bellissima avventura ed e' valsa la pena viverla».

5 STELLE: «ACCUSATI DI ESSERE INESPERTI»
E in tutto Abruzzo festeggia il Movimento 5 stelle (il più votato della regione) che riesce a portare in Parlamento 2 senatori (1 in più del Pd) e 3 deputati.
«Tutti i candidati hanno battuto in lungo e in largo l’Abruzzo interno e la costa nonostante le intemperie», commenta il collettivo aquilano. «Sono stati raccolti gli appelli di persone stanche di vedere i soliti noti ancorati alle loro poltrone da decenni, persone arrabbiate perché la politica ha perso il contatto con la realtà. Il 5 stelle è stato sempre accusato di essere inesperto, ma durante i dibattiti i candidati hanno parlato del Paese reale. Siamo il primo partito: la costanza, la caparbietà, la presenza sul territorio ed il programma serio sono stati premiati».
La neosenatrice Rosetta Enza Blundo ringrazia tutti: «non ha vinto il Movimento 5 stelle, ma hanno vinto i cittadini ed un ringraziamento va a tutti gli abruzzesi che ci hanno accordato il loro consenso». «Montesilvano è la nuova Stalingrado per l'Abruzzo, come lo fu Parma per l'Emilia Romagna 8 mesi fa», commenta il consigliere comunale del M5S, Manuel Anelli. «Montesilvano ha scelto noi in tutti i seggi (sia Camera che Senato) raccogliendo ben 10.437, oltre il 36.65%. Montesilvano hanno premiato anche il nostro lavoro svolto dall'opposizione in consiglio comunale».