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Abruzzo/Elezioni. Franco Marini dopo 20 anni fuori dal Parlamento

Il secondo posto in Senato non gli ha portato bene

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Franco Marini

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ABRUZZO. Franco Marini, 80 anni il prossimo aprile di cui 20 in Parlamento (dal 1992 al 2006 alla Camera poi al Senato), ha saltato le primarie ma nemmeno il secondo posto nel listino di Bersani è bastato. E' stato costretto a subire l'onta della sconfitta anche nel suo paese natale, San Pio delle Camere (L'Aquila), dove il centrodestra ha chiuso la partita elettorale con un 44,77% dei consensi contro il 32% del centrosinistra
A metà pomeriggio di ieri il Pdl nella circoscrizione Abruzzo già volava in Senato e, fuori da ogni aspettativa, a fine giornata il Pd è riuscito ad agguantare un solo seggio, quello di Stefania Pezzopane. L’ex presidente di Provincia, dopo le primarie è stata piazzata in cima e quella, oggi lo sa bene, è stata la sua ‘salvezza’ politica.
Marini invece, ex presidente del Senato, ex democristiano, ex alpino, ma soprattutto ex sindacalista, colui che ha partecipato alla fondazione del Partito Democratico, oggi, con un parlamento praticamente immobilizzato, dovrà restare a guardare. E’ stato scalzato dalle facce nuove del Movimento 5 Stelle che sono riusciti a rosicchiare due seggi. Così il decano marsicano resta fuori, mentre entreranno l’insegnante aquilana Enza Blundo e Gianluca Castaldi, titolare di un negozio di attrezzature sportive di Vasto.
Quando qualche settimana il nome di Marini è comparso al secondo posto nonostante il salto delle primarie sono scoppiate delle polemiche. Da Vasto è partito un appello diretto a Roma con la richiesta di escludere Marini dalla competizione elettorale: «rappresenta un insulto e una offesa ai sinceri democratici abruzzesi», aveva denunciato Ivo Menna.
Nel 2012 ha festeggiato i vent’anni in Parlamento ed è stato sicuramente uno dei personaggi abruzzesi protagonista della politica italiana. E’ stato segretario generale della Cisl, presidente del Senato, ministro del Lavoro, segretario del Partito Popolare Italiano e parlamentare europeo. La sua attività politica è iniziata nel 1950 con l’iscrizione alla Democrazia Cristiana. E’ entrato in Parlamento per la prima volta nel 1992: fu il primo degli eletti a livello nazionale. Nel 1997 è diventato segretario del Partito Popolare Italiano. Poi arrivò la Margherita dove rappresentò i settori più centristi, inizialmente prudenti sull'idea del Partito Democratico. Eletto senatore alle elezioni politiche del 2006, è stato scelto come candidato alla presidenza del Senato, sfidante dell'altro candidato espresso dalla CdL, il senatore a vita Giulio Andreotti. Il 29 aprile 2006, con 165 voti, Marini diventò presidente del Senato.
Il 21 febbraio del 2007, dopo le dimissioni del governo guidato da Romano Prodi, era stato indicato come possibile nuovo presidente del Consiglio di un probabile governo tecnico, previsione che si è rivelata errata, dato che pochi giorni dopo il governo Prodi si è ripresentato alle Camere incassando nuovamente la fiducia.
Al momento ci sono due seggi vacanti tra i senatori a vita. Giorgio Napolitano ha già annunciato che non nominerà nessuno e che il compito spetterà al suo successore. Tanti i nomi che sono stati proposti nei mesi scorsi: Marco Pannella, Margherita Hack, Claudio Abbado, Carla Fracci, Umberto Eco, Umberto Veronesi, Gianni Letta, Giuseppe De Rita, Elio Toaff. Forse da ieri se n’è aggiunto uno alla lista.