IL VOTO

Abruzzo/Matite copiative sostituite a Chieti. Volantini e multe a Teramo

Denunce e immagini fanno il giro dei social network

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Abruzzo/Matite copiative sostituite a Chieti. Volantini e multe a Teramo
ABRUZZO. Matite cancellabili, cellulari nel seggio: non sono mancate polemiche nel primo giorno di votazioni.




Le polemiche erano scoppiate già nei giorni scorsi quando Beppe Grillo, in giro per l’Italia, aveva invitato i suoi sostenitori a «ciucciare la matita» copiativa.
Ieri il primo allarme è arrivato da Chieti a seguito di alcune segnalazioni che hanno fatto il giro dei social network. Impossibile capire chi abbia gettato per primo il sasso nello stagno, ma le onde si sono propagate rapidamente. Il problema, stando a quanto raccontato, è sorto alla sezione 14 della scuola elementare Arniense: «fino alle ore 12,35 si è votato con matite cancellabili come ho personalmente potuto verificare con una comune gomma. Ho segnalato il problema al presidente di seggio, lasciando le schede nella cabina, e restituito la matita pretendendone la giusta sostituzione. Le matite indelebili erano effettivamente rimaste nel sacco che viene consegnato per l'allestimento del seggio. Dopo aver votato e inserito le mie schede nelle rispettive urne, ho chiesto e ottenuto il verbale di quanto accaduto. Presente un rappresentate di lista del Partito Democratico. Successivamente ho riferito l’episodio ad altri esponenti di partito di mia conoscenza. Dunque fino alle 12,35 in quella sezione si è votato con la matita sbagliata».
La voce si è sparza su Facebook e alcuni hanno raccontato che nella stessa scuola alla sezione 21 si è verificato lo stesso problema. Stesso problema anche in altre città italiane.
Il Movimento 5 stelle di Teramo ha segnalato invece che presso il seggio “Villa Mosca” di via Don Minzoni, sezioni 33,34 e 79 si sono verificati «numerosissimi casi di elettori ai quali è stato impedito di votare» in quanto non risultanti nelle liste della sezione indicata nella tessera elettorale posseduta.
Gli interessati, nella maggior parte dei casi, sono stati invitati a recarsi presso gli uffici comunali preposti per l’aggiornamento della tessera elettorale, mentre in alcuni casi è stato consentito loro di votare nella sezione adiacente.
Sempre a Teramo, invece, Ariberto Grifoni, referente abruzzese delle liste A.G.L. è stato fermato dalla Polizia di Stato e dalla Polizia Municipale mentre distribuiva volantini a 200 metri dal seggio più vicino (sez. n. 1 Via Nicola Palma). La Polizia Municipale gli ha sequestrato oltre volantini ma Grifoni protesta: «ero distante ben oltre il limite dei duecento metri, come avrebbero potuto e dovuto verificare i vigili».

A Pescara sono stati rimossi due striscioni con la scritta ‘Tu mi tesseri e io non ti voto’, dal ponte del mare e dal Ponte d’Annunzio. Inoltre il Comune ha fornito ben 972  duplicati delle tessere elettorali di persone che le avevano smarrite o che hanno cambiato residenza. L’attività proseguirà anche per l’intera giornata di oggi, sino a 5minuti prima della chiusura dei seggi.

Ma a far scalpore in queste ore sono anche le decine e decine di foto delle schede elettorali finite sui social network. Alcuni presunti grillini dopo aver esercitato il diritto di voto hanno postato la foto su diversi social network e ora rischiano non solo di farsi invalidare il voto ma anche una denuncia penale.
La polemica esplode nel pomeriggio di ieri quando sui profili Fb di due persone vicine al movimento di Grillo compaiono altrettante foto che dopo poco vengono rimosse. Ma non abbastanza in tempo da evitare che altri utenti dei social network 'salvino' le immagini e le ripostino sui loro profili, scatenando centinaia di commenti. La prima foto è postata da un profilo intestato a Roberto Buri, un attivista 5 stelle della provincia di Bolzano. Si vedono sia la scheda per la Camera che e quella per il Senato, con in evidenza la croce sul M5s. La foto è accompagnata dalla frase «si può?». Immediate le risposte: «in verità no - scrive un utente - potresti incorrere in sanzioni. Lo sai che questo metodo è utilizzato dalla mafia per il voto di scambio?».
«Sai che Facebook traccia la localizzazione delle foto? - aggiunge un altro utente - Sa esattamente dove è stata scattata. Risalire a te per una denuncia è un giochetto da ragazzi. Sei un genio». Il consiglio che arriva invece da Alessandro Pusceddu, che ha come pic del profilo il simbolo del Movimento di Grillo, è chiarissimo: «conviene rimuovere subito...non facciamoci fregare...stanno aspettando i passi falsi».
La foto del voto a 5 stelle viene postata anche dal profilo di Amedeo Sollazzo, in provincia di Bari: anche in questo caso lo scatto riprende sia la scheda per il Senato che quella per la Camera ed è accompagnata dallo slogan lanciato da Grillo venerdì sera dal palco di San Giovanni: «mandiamoli tutti a casaaaaa!!!».
E le foto delle schede elettorali con il voto al M5s sono apparse anche su Instagram, il social utilizzato da milioni di utenti per pubblicare i propri scatti. Lo ha fatto ad esempio un certo Vincenzo Bossa, che, prima di rimuovere anche lui la foto dal profilo, si è difeso così: «non capisco cosa ci sia di sbagliato nel pubblicare la foto del proprio voto». Glielo spiega Vito Crimi, candidato del Movimento in Lombardia: «voi lo fate per entusiasmo ma non potete dimostrare di non averlo fatto perché magari costretti da un voto di scambio. Fate attenzione, mi raccomando».