NUOVE REGOLE

Abruzzo/Sanità, pronto il decreto sulla rete di emergenza urgenza

Si completa così l’attuazione del Programma operativo. Ne arriva un altro?

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Chiodi con il subcommissario Zuccatelli

Chiodi con il subcommissario Zuccatelli

ABRUZZO. «Si tratta di superare il concetto tradizionale di Pronto soccorso».



 Giuseppe Zuccatelli, sub commissario alla sanità spiega il criterio seguito per costruire la nuova rete dell’emergenza-urgenza che dice «è abbastanza semplice».
«Il malato “urgente”», illustra il sub commissario, «deve essere trasportato non all’ospedale più vicino, ma a quello più attrezzato. Particolare attenzione è stata data alla costruzione di una rete assistenziale per il cuore (la cosiddetta Sca, sindrome coronarica acuta), per l’ictus (rete Stroke) e per il politrauma ed il percorso neurochirurgico. Il tutto attraverso il potenziamento del 118 e la formazione spinta del personale. Sull’ambulanza che arriva ci debbono essere le competenze necessarie per dirottare il paziente soccorso verso l’ospedale giusto».
 Sta tutta qui, secondo Zuccatelli, la spiegazione dei criteri che hanno guidato la redazione del decreto sull’emergenza urgenza che esce in questi giorni sul Bura. Si tratta di un lavoro che utilizza la ricerca certosina effettuata dall’Agenzia sanitaria regionale sui dati dei ricoveri di tutti i reparti di Pronto soccorso dell’Abruzzo. Ed è anche un decreto che insieme a quello sui punti nascita chiude l’attività programmata per l’attuazione del Piano di rientro.
Come richiesto anche dall’ultimo Tavolo di monitoraggio romano, che aveva appunto sollecitato la definizione di questa rete considerata in grave ritardo, era necessario ultimare i decreti per passare poi alle nuove previsioni per il 2013-2015. In realtà queste raccomandazioni del Tavolo romano fanno ipotizzare un allungamento del regime commissariale in sanità, visto che nel verbale di verifica si parla della redazione di un nuovo Programma operativo e non di un nuovo Piano sanitario regionale, di competenza del Consiglio regionale. 


Ma questa è un’altra storia, visto che per il momento l’interesse del Ministero è quello di rendere strutturali ed effettivi i provvedimenti fin qui adottati ed a volte rimasti ancora sulla carta. Ma se dovesse prevalere la “soluzione politica” della sanità affidata al Consiglio regionale, questo potrebbe essere anche il termine del Commissariamento o comunque dell’incarico di Zuccatelli che potrebbe andare via, una volta completati con successo i suoi compiti.
Per tornare alle caratteristiche della nuova rete dell’emergenza urgenza, il progetto fa  molto affidamento anche sulla telemedicina, cioè sulla possibilità reale di trasmettere a distanza elettrocardiogrammi, ecografie ecc., il che implica un potenziamento della rete internet come infrastruttura primaria indispensabile per ottimizzare i tempi di intervento e ridurre i ricoveri. Per il modello di rete è stato seguito l’esempio dell’Emilia Romagna che per ogni bacino di popolazione ha individuato un ospedale di riferimento prioritario per le alte specializzazioni e un altro presidio alternativo. In aggiunta è previsto poi un intenso programma di “istruzione” della popolazione residente: ai cittadini va insegnato come affrontare l’emergenza sia per diminuire il “free therapy interval” sia per consentire un corretto rapporto con gli operatori al fine di utilizzare il 118 solo per le situazioni ad alto rischio. Lo schema di rete abruzzese prevede che gli ospedali territoriali di riferimento per cuore, ictus e politrauma siano quelli di Chieti, Pescara, Teramo e L’Aquila, con l’obbligo di seguire rigidi protocolli di intervento per rendere uguale dappertutto il livello di assistenza. 


Sebastiano Calella