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Abruzzo/Adesso tutti contro Ombrina: dai politici alla Chiesa: «salvate il Creato»

Chiodi: «faremo tutto il possibile per bloccare il progetto»

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ABRUZZO. Rivolta in Abruzzo da parte di associazioni ambientaliste, cittadini, sindaci, mondo politico e uomini della Chiesa dopo il sì della Via.
Ieri è arrivata la conferma che la realizzazione della piattaforma petrolifera offshore Ombrina Mare, al largo delle coste abruzzesi dove dovrà nascere il Parco nazionale della Costa Teatina, è sempre più vicina.
Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha annunciato di aver chiesto un «incontro urgente» al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera.
«Farò tutto il possibile - ha assicurato - per impedire la realizzazione di questo impianto di fronte a una delle zone più belle dell' intero Adriatico».
Il progetto della ditta inglese Medoil prevede la costruzione di un centro oli galleggiante lungo 350 metri per la desolforazione sul posto del petrolio e del gas estratto dai fondali marini a 9 chilometri dalla riva e con la piattaforma a circa a 6 km dal sito di interesse comunitario Fosso delle Farfalle.
Dopo il parere favorevole della Commissione Via la relazione deve passare alla firma del ministro dell'Ambiente e poi a quella dei Beni Culturali per concludersi al ministero dello Sviluppo Economico.
«L' eventuale epilogo di tutta la procedura sarà nelle mani del prossimo Governo», ha fatto notare il senatore uscente Fabrizio Di Stefano.
«Auspico», interviene don Carmine Miccoli, coordinatore Regionale dell'Ufficio di Pastorale Sociale Ceam, «che la politica tutta e coloro che hanno a cuore il bene comune s'impegnino a difendere questa meravigliosa terra che è la Costa Teatina con tutti gli uomini e le donne che vi abitano. Fermate Ombrina Mare, fermate ogni progetto petrolifero e di sfruttamento selvaggio dell'ambiente naturale; difendete il Creato».


Anche Confcommercio ribadisce la propria contrarietà al progetto e chiede un incontro urgente, allargato alla Regione, ai Comuni coinvolti e alle associazioni interessate. «Parliamo di un vero e proprio centro oli galleggiante», afferma Angelo Allegrino, presidente provinciale Confcommercio Chieti. «Bisogna contrastare un progetto che cozza con i programmi di rilancio turistico e paesaggistico della costa teatina attraverso, in particolare, alla valorizzazione della Costa dei Trabocchi».
Dello stesso avviso Confesercenti che chiede «certezze» per le imprese turistiche abruzzesi. «Autorizzare perforazioni petrolifere al largo del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi è semplicemente follia: occorre dire basta a questi "stop and go" da parte delle istituzioni. La Regione e i Comuni devono intervenire con decisione», dicono il direttore regionale di Confesercenti Enzo Giammarino ed il responsabile turismo sostenibile della confederazione Simone Lembo.
«Sul tema dei permessi alle compagnie petrolifere registriamo ancora una volta la totale inerzia della Regione Abruzzo», denunciano Roberto Natale e Anna Suriani (Sel), «disinteressata alle sorti del suo mare e della Costa Teatina, uno dei territori di maggior pregio ambientale».
«Ombrina Mare», sostiene invece Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista, «è colpa di Monti e dei parlamentari che l'hanno votato. Il Centro Oli si farà anche grazie ai parlamentari abruzzesi che hanno sostenuto il governo Monti. Infatti è stato il famigerato articolo 35 del "decreto sviluppo" a consentire la riapertura della procedura autorizzativa dopo il precedente diniego. Il decreto è stato votato da PDL, PD, UDC, FLI».

«Sono fortemente contrario all'insediamento della piattaforma petrolifera a largo della costa teatina e da parlamentare mi batterò in ogni sede per evitare che sia messa in atto», assicura il candidato capolista alla Camera della lista “Scelta civica Con Monti per l'Italia” Giulio Sottanelli. «La Commissione Via è formata da 50 tecnici esterni che hanno rilasciato un parere positivo con 40 prescrizioni che dovranno a loro volta essere esaminate. L'iter non è ancora giunto al termine e il ministro non ha dato nessun via libera. Ribadisco comunque tutto il mio impegno, al fianco degli amministratori locali e alle associazioni ambientaliste, per far sì che questo progetto non vada avanti poiché non lo ritengo utile allo svilluppo della regione e poiché è potenzialmente dannoso per l'ecosistema della costa dei trabocchi».

«Sin dal gennaio 2010 la Provincia ha avanzato tutte le opportune osservazioni di contrarietà al progetto Ombrina Mare – dicono il presidente della Provincia di Chieti Di Giuseppantonio e il consigliere Moroni – sul quale abbiamo avuto modo di rappresentare le istanze direttamente all’ex Ministero Prestigiacomo. Da ultimo abbiamo inoltrato istanza di accesso agli atti per la quale abbiamo avuto esito positivo. Abbiamo espresso più volte un no chiaro e deciso, che non è mai stato frutto di conclusioni affrettate bensì di analisi tecniche dalle quali sono emerse carenze progettuali, evidenziate puntualmente a Roma».