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Abruzzo/Teramo. Acqua e guai: per Ruzzo un debito da 70 milioni di euro

Pd «non è mala gestio»

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RUZZO RETI




TERAMO. Una montagna di debiti per la Ruzzo Reti, la società che gestisce il servizio idrico per 36 comuni della provincia di Teramo.
Con il passare degli anni la cifra è cresciuta e oggi la situazione è disastrosa: si è parlato spesso di stipendi esorbitanti dei vertici (i due direttori generali), a fronte di una rete acquedottistica che fa acqua da tutte le parti con emergenze idriche continue. Ma ci deve essere di più se l'importo dei debiti di cui si parla è veritiera.
A gennaio 2011 la Regione aveva bocciato senza appello la Ruzzo Reti ( e le altre Spa pubbliche che gestiscono il servizio idrico). Il commissario Ato Pierluigi Caputi aveva denunciato «sprechi e clientele soprattutto nelle assunzioni» e la sottrazione al controllo analogo, cioè la procedura che impone di sottoporre ogni atto al vaglio della Regione.
L’estate scorsa il senatore Paolo Tancredi aveva puntato il dito contro i 18 anni di gestione del centrosinistra. Da un lato una quantità di debiti esorbitante e dall’altra «mancanza di un sistema di controllo, nessuna mappa digitale. Una rete wi-fi (di cui pure si occupa la società) che non c’entra nulla con l’acqua invece di pensare a modernizzare il sistema. E per controllare i serbatoi e vedere il grado di riempimento bisogna andarci di persona». A luglio scorso, dopo meno di un anno, il presidente Claudio Strozzieri (area Pdl dopo quasi ventanni di gestione di centrosinistra) è andato via «per l’impossibilità di portare a compimento il risanamento dell’Ente e la corretta gestione nell’interesse pubblico». Aveva tentato di portare «discontinuità», senza riuscirci.

IL DEBITO COME UN FIUME IN PIENA
Nel 2008, data della fusione tra Ruzzo Reti S.p.a. (presidente Giacomo Di Pietro - Pd) e Ruzzo Servizi S.p.a. (presidente Giuseppe Casalena - Pd), i rispettivi debiti verso fornitori, banche, Ato e Sorit ammontavano a 2.389.969 euro e 48.839.038,00 euro
Il 1° gennaio 2010 (presidente Giacomo Di Pietro) la Ruzzo Reti ha incorporato la S.P.T. S.p.a. . La prima aveva un debito di 60.813.736 euro e la S.P.T. portava in dote un debito di 19.352.682 euro.
Per effetto di una reciproca compensazione debitoria la fusione ha fatto registrare all'unica società Ruzzo Reti S.p.a. un debito di 46.883.222 euro. Al momento della cessazione dell'incarico da presidente, Giacomo Di Pietro ha lasciato in eredità a Claudio Strozzieri (insediamento 28 luglio 2011) circa 60 milioni di euro di debiti.

OGGI 70 MLN DI DEBITI
Il 3 agosto 2012 si è insediato Vittorio Scuteri che oggi fornisce l’ultimo dato: «ho trovato un debito di circa 70 milioni di euro. A tutt'oggi, a 7 mesi dall'insediamento, il debito è di circa 70 milioni di euro».
Scuteri parla di una «abnorme esposizione, che viene da lontano». E per tentare di rimediare ai danni «ho dovuto limitare l'attività della società alla gestione ordinaria e straordinaria degli impianti, soprassedendo, al momento, ad investimenti a carico del bilancio della società e realizzandone esclusivamente di finanziati con fondi regionali e statali».
Oggi sarà sottoposta all'approvazione del Consiglio di Amministrazione l'adozione del regolamento per l'affidamento di appalti («con regole trasparenti che garantiscono il passaggio dall'affidamento diretto dei lavori a quello attraverso la gara pubblica», assicura Scuteri).
Inoltre, nell'affrontare la situazione debitoria si è stabilito che i pagamenti vengano effettuati nei confronti di tutti in proporzione ai rispettivi crediti. «In pratica», spiega il presidente, «nessun vantaggio per chicchessia e riconoscimento del diritto di tutti».
Nel frattempo si sta lavorando per procurare alla società entrate ulteriori «che nulla hanno a che fare con le tariffe e che anzi produrranno anche miglioramenti per i servizi, in particolare impianti fotovoltaici ed idroelettrici», annuncia Scuteri.
Nessun pericolo, invece, per il pagamento delle competenze dei 22 lavoratori interinali. Al pagamento, spiega il presidente « provvede l'azienda che fornisce lavoro e di cui sono dipendenti». Nel mese di febbraio la stessa Azienda ha anticipato ad alcuni lavoratori una parte del dovuto, «nella piena consapevolezza che l'erogazione della cifra totale avverrà entro il 28 febbraio, come da accordi».

IL PD: «NON E’ MALA GESTIO»
«Il Partito Democratico, nella gestione del Ruzzo, negli ultimi anni ha sempre lavorato con grande impegno e nel mero interesse dell’ente e della  collettività», commenta Manola Di Pasquale del Pd. «Le somme che si gridano sui giornali essere mere posizioni debitorie sono in verità mere poste passive che derivano da investimenti effettuati che hanno già la  loro  copertura spalmata negli anni.  Si ricorda che negli ultimi otto anni il Ruzzo ha effettuato una serie di inevitabili interventi per tutelare l’ambiente eseguendo : adeguamento su quasi tutti  il territorio dei  sistemi fognari e depurativi. E’  da attribuire alla gestione del partito democratico la realizzazione e l’ adeguamento dei depuratore di Giulianova, Pineto, Villa Rosa, Bellante, Sant’Omero, Tortoreto, Castellalto , Martinsicuro , Pineto ecc. lavori che hanno richiesto investimenti per oltre 20 milioni di euro; la rivisitazione delle condotte delle acque potabili per investimenti di circa 54 milioni di euro. A queste poste si aggiungono, inoltre,  tutte le riparazioni per oltre 4 milioni di euro dei danni  causati dall’alluvione di qualche anno fa.  Il rimborso non è stato ancora effettuato ma il Ruzzo ha dovuto riparare i propri impianti per non sospendere importanti servizi. Poi è vero ci sono indebitamenti verso i fornitori ma vi sono anche crediti  che vanta il Ruzzo verso terzi come quelle verso ACA S.p.A. pari ad euro 6 milioni.  
Come si vede non si tratta di debiti causati da mala gestio, come si tenta di fare apparire, debiti quindi che potrebbero  mettere in serio rischio il Ruzzo, ma investimenti previsti in bilancio come poste passive che hanno però già la loro copertura spalmata negli anni. Basta con illazioni maliziosamente  precostituite per screditare l’operato dei precedenti amministratori: trattasi di investimenti effettuati per migliore un servizio ed a tutela dell’ambiente ; investimenti che hanno ridato anche respiro economico del nostro territorio».

Alessandra Lotti