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Mancata riconferma precari Bura, bocciatura per la giunta Chiodi

Il Collegio delle Garanzie statutarie contro il governo regionale

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Giovanni D'Amico

Giovanni D'Amico




ABRUZZO. Il collegio per le garanzie Statutarie ieri ha dato ragione, ancora una volta, ai Consiglieri regionali che avevano contestato un provvedimento della Giunta.
I consiglieri Cesare D’Alessandro, Franco Caramanico, Maurizio Acerbo, Antonio Saia, Giovanni D’Amico, Claudio Ruffini, Giuseppe Di Pangrazio, Marinella Sclocco, Gino Milano avevano chiesto un parere circa la mancata proroga dei contratti per i ‘precari del Bura’.
A fine anno sono stati mandati a casa in 12 nonostante un provvedimento di proroga per un altro anno approvato il 28 dicembre dal Consiglio Regionale.
Perché? Non è ancora chiaro anche perché in questo modo l’Ente si è esposto ad un quasi certo congruo esborso (valutato in circa 3 milioni di euro) per la liquidazione del danno subito e, in più, il rischio di sicuri esposti alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica per accertare danni erariali in capo a chi di competenza.
Adesso anche il Collegio per le garanzie statutarie boccia l’operato di Chiodi&Co e afferma che la mancata proroga dei contratti di lavoro del personale addetto al Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo «è in contrasto con l’articolo 39 della lr 2/2013», in base al quale «la Giunta regionale si avvale, per il completamento del progetto assegnato, fino al 31 dicembre 2013, dei rapporti di collaborazione con il personale già in servizio presso il medesimo Ufficio».
La Giunta regionale ha interrotto il rapporto collaborativo con il personale affidando direttamente l’attività dell’Ufficio Bollettino all’ARIT con sede a Tortoreto e giustificando tale soluzione sostenendo che tale norma sarebbe affetta da illegittimità costituzionale derivata.


«Non si sono nemmeno resi conto», commenta il vice presidente Giovanni D’Amico, «in barba alle più elementari conoscenze giuridiche, che l’unico Organo deputato a dichiarare l’incostituzionalità derivata di una disposizione di legge è la Corte Costituzionale. Probabilmente il presidente Chiodi, “super Commissario faccio tutto io”, si sente Commissario anche del Consiglio regionale e lo dimostra nei fatti, non riconoscendo a questo il ruolo istituzionale che gli è proprio e si permette di non applicare norme operanti e vincolanti per tutti gli organi regionali».
E anche il Collegio ricorda che «spetta alla sola Corte Costituzionale dichiarare la ‘incostituzionalità derivata’ di una disposizione legislativa»
Nel giro di poco più di un mese è la seconda volta che il Collegio per le garanzie Statutarie, rileva il contrasto dell’azione amministrativa della Giunta con le decisioni
dell’organo legislativo. Solo pochi giorni fa si è occupato del caso del gasdotto Snam.

ABRUZZO. PARERE COLLEGIO GARANZIE STATUTARIE by PrimaDaNoi.it