MERCATO IMMOBILIARE

Casa, prezzi sempre più giù: dal 2008 -25%

Preoccupante il dato delle case invendute: sono 1,2 milioni

Redazione Pdn

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CRISI ECONOMICA
ROMA. Un milione e 200 mila case invendute sono l'eredità di cinque anni di crisi del mattone.




Dal 2008 le abitazioni hanno perso un quarto del loro valore e nel 2012 il calo dei prezzi ha raggiunto l'11,98%. Secondo il report di Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari, le compravendite sono state 470 mila, il 17,22% in meno rispetto al 2011 e poco più della metà (-40%) rispetto al 2008. In questi primi mesi del 2013 stanno continuando le pressioni al ribasso e l'anno potrebbe chiudersi ai livelli del 2012.
Il segno più potrebbe tornare nel secondo semestre, secondo il presidente dell'associazione, Paolo Righi, a condizione di «stabilità politica e una svolta nella politica economica».
«Tutte le forze politiche hanno detto che vogliono cambiare l'Imu, ma non basta - ha spiegato Righi - è solo una parte del problema».
 L'associazione sta raccogliendo firme su www.fiaip.it per il Manifesto per il rilancio del settore immobiliare che chiede interventi su fisco e accesso al credito e più certezze. Tra le proposte della Fiaip, aprire anche per i giovani la possibilità di comprare casa con contratti di affitto che prevedono un riscatto dopo 30 anni. Proprio il mercato delle locazioni, infatti, mostra una certa vivacità nonostante la crisi.
L'Imu non è stata scaricata sui canoni, che sono scesi del 5,6% nel 2012, mentre i contratti sono aumentati del 3,21%. La domanda di affitti resta «fortissima», secondo il presidente del centro studi Fiaip, Mario Condò de Satriano, e insieme a una propensione all'acquisto ancora sostenuta lo ha portato a dire che «la bolla immobiliare non c'é stata e non ci sarà».


 Gli ostacoli alla conclusione delle vendite sono la crisi, la pressione fiscale «più alta d'Europa» e la stretta creditizia, con solo una minoranza degli acquisti (43%) che avviene con ricorso a mutui. Pesano inoltre «un costante e coordinato terrorismo mediatico» e «aspettative di prezzo di gran parte dei venditori ancorate ai valori del 2007, oggi assolutamente irrealizzabili», si legge ne report. La forbice tra prezzo offerto e richiesto è del 15%, in calo di cinque punti sul 2011.
«Non è più immaginabile di comprare un immobile e rivenderlo con profitto il mese dopo, ma nel medio-lungo periodo il mattone dà un rendimento del 4% - ha concluso Condò - batte qualunque altro tipo di investimento».
 Le case più vendute sono trilocali (39%) e bilocali (22%), in zone semicentrali e in buono stato. I tempi medi per la vendita sono stabili sui sei-nove mesi. E' più difficile piazzare immobili non residenziali che hanno visto nel 2012 prezzi in calo del 15% circa e compravendite in flessione oltre il 20%.