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Abruzzo, il Censimento in pillole: più stranieri, centenari e donne

I dati dell’ultima rilevazione che riguardano la nostra regione

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 Abruzzo, il Censimento in pillole: più stranieri, centenari e donne
ABRUZZO. Come è cambiata la regione negli ultimi 10 anni? Una fotografia, la più recente, la fornisce il Censimento del 2012 a cui hanno partecipato tutti i cittadini residenti in italia.

Ecco alcuni flash in pillole dei tati emersi che riguardano l’Abruzzo.

AUMENTANO GLI STRANIERI, STABILI GLI ITALIANI
Al 9 ottobre 2011, data di riferimento del 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, la popolazione residente in Abruzzo ammonta a 1.307.309 unità.
Rispetto al 2001, quando si contarono 1.262.392 residenti, l’incremento è del 3,6%, da attribuire esclusivamente alla componente straniera. Infatti, nel decennio intercensuario la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di 1.775 individui (-0,1%) mentre quella straniera è aumentata di 46.692 unità.
Nel periodo intercensuario i maggiori incrementi di popolazione si rilevano nelle province di Teramo (+6,6%) e Pescara (+6,5%). Incrementi lievi si registrano nella provincia di Chieti (+1,5%) e in quella di L’Aquila (+0,3%).

PIÙ FEMMINE CHE MASCHI
In Abruzzo si contano 94,3 uomini ogni 100 donne (634.397 uomini, 672.912 donne). A livello territoriale si segnalano alcune lievi differenze: nella provincia di Pescara il rapporto di mascolinità scende al 92,4% (151.154 uomini, 163.507 donne), nella province di Teramo, L’Aquila e Chieti si attesta rispettivamente a 95,2% (149.424 uomini, 156.925 donne), 95,0% (145.340 uomini, 153.003 donne) e 94,5% (188.479 uomini, 199.477 donne).
In 61 comuni, pari al 20% del totale, il rapporto di mascolinità risulta sbilanciato a favore della componente maschile; il valore più alto si registra nel comune di Pietracamela, in provincia di Teramo, (133,8 uomini ogni 100 donne). Al contrario, si contano solo 67,8 uomini contro 100 donne a Montebello sul Sangro, in provincia di Chieti.

AUMENTANO GLI ULTRACENTENARI
Dal 2001 al 2011 la percentuale di popolazione di 65 anni e più è passata dal 20,5% (258.233 persone) al 21,7% (283.619 persone); era pari al 16,9% nel 1991 (211.370 persone).
Anche i “grandi vecchi”, ovvero gli ultra 85enni, incrementano il loro peso sul totale della popolazione residente (dal 2,4% del 2001 al 3,2% del 2011). In particolare, si registra un aumento del 119,3% nella classe degli ultracentenari.
Gli over100 anni, infatti, erano 171 nel 2001 (31 maschi e 140 femmine) mentre nel 2011 ne sono stati censiti 375, con una percentuale di donne pari al 79,5% (298).
La provincia di Chieti registra il maggior numero di ultracentenari (111, pari al 29,6% del totale). Seguono la provincia di L’Aquila con 90 e quelle di Pescara e Teramo, entrambe attestate su 87. Nel 2001 era la provincia di Pescara a detenere il maggior numero di over100 (45, pari al 26,3% del totale); seguivano Chieti (43), Teramo (42) e L’Aquila (41).
Nel corso degli ultimi dieci anni il numero di ultracentenari è quasi triplicato nella provincia di Chieti, con un incremento percentuale pari al 158,1%, ed è pressoché raddoppiato in tutte le altre province abruzzesi.
L’età media della popolazione residente in Abruzzo è di 44 anni.
Il comune più giovane è Santa Maria Imbaro (CH), con una età media di 39,7 anni, il più vecchio è Schiavi di Abruzzo (CH), dove l’età media è di 63,8 anni.

I COMUNI PIÙ GRANDI E QUELLI PIÙ PICCOLI
Dal 2001 a oggi la popolazione è aumentata in 107 comuni abruzzesi (35,1% del totale).
La provincia di Teramo è l’unica in cui più della metà dei comuni (25, pari al 53,2% del totale) ha registrato un incremento della popolazione. La provincia di Chieti detiene invece il primato del maggior numero di comuni (79) che hanno visto ridursi il numero di residenti. Seguono la provincia di L’Aquila (69) e quella di Pescara (28).
La popolazione residente in Abruzzo si distribuisce per il 29,7% nella provincia di Chieti, per il 24,1% nella provincia di Pescara, per il 23,4% nella provincia di Teramo e per il 22,8% nella provincia di l’Aquila. La provincia più popolosa, Chieti, conta 387.956 residenti; quella con meno abitanti, L’Aquila, 298.343.
In termini di popolazione, i cinque comuni più grandi d’Abruzzo sono: Pescara (117.166 residenti), L’Aquila (66.964), Teramo (54.294), Chieti (51.484) e Montesilvano (50.413).
I cinque comuni più piccoli sono invece: Montelapiano (80 residenti), Montebello sul Sangro (99) e Roio del Sangro (103) in provincia di Chieti, Carapelle Calvisio (85) e Santo Stefano di Sessanio (111) in provincia di L’Aquila.

PIÙ CHE TRIPLICATA LA POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE
Nel corso dell’ultimo decennio la popolazione straniera residente in Abruzzo è più che triplicata, passando da 21.399 a 68.091, con una crescita pari al 218,2%.
La provincia di Teramo detiene la percentuale più alta di stranieri residenti (28,9%), seguita dalla provincia di L’Aquila (27,6%) e da quella di Chieti (23,4%). Solo il 20,1% degli stranieri residenti in Abruzzo vive nella provincia di Pescara.
La componente femminile, che prevale in tutte le province, rappresenta il 54,9% del totale degli stranieri, valore che sale al 57,8% per la provincia di Pescara. Il rapporto di mascolinità, diminuito di 4 punti percentuali rispetto al 2001, è di 82,2 maschi ogni 100 femmine.
In Abruzzo si registrano 52,1 stranieri ogni 1.000 censiti. A livello territoriale la provincia di Teramo presenta l’incidenza più elevata, con 64,3 stranieri ogni 1.000 censiti. Seguono la provincia di L’Aquila (62,9‰), quella di Pescara (43,5‰) e quella di Chieti (41,1‰).
I comuni con l’incidenza più elevata di stranieri sul totale della popolazione censita sono San Pio delle Camere (AQ), con 27,6 stranieri per 100 censiti, e Poggio Picenze (AQ) con il 17,8%.