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Concorsone scuola: carica di prof per 11.542 posti

Candidati sfidano il mito del ‘posto fisso’

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Concorsone scuola: carica di prof per 11.542 posti
ROMA. Una "cattedra" nella testa. Non sempre nel cuore.





In migliaia, dal Nord al Sud della penisola, hanno affrontato ieri la prova scritta del concorso per insegnanti che mette in palio 11.542 posti, ma non tutti i partecipanti hanno alle spalle anni di gavetta tra i banchi o hanno presentato la domanda per 'vocazione'.
Ci sono anche avvocati delusi, donne che hanno già lavori incompatibili con figli e famiglia e semplici "curiosi" tra i candidati che si sono cimentati con i quesiti a risposta aperta (quattro o tre secondo la classe di concorso) preparati a viale Trastevere.
All'Itc Vittorio Emanuele III di Palermo su 300 candidati attesi se ne sono presentati 70. Maurizio T., 48 anni, di mestiere fa l'avvocato civilista. «Il compito era semplice. Ho partecipato - dice al termine della prova tenendo sotto braccio il codice civile - per fare contenta mia moglie che fa l'insegnante».
Anche Linda Stellone è un avvocato, ma - dice - «dobbiamo provare tutto, è un momento difficile». A Napoli dieci scuole della città sono rimaste chiuse per accogliere i circa 3 mila candidati, provenienti da tutta la Campania, che hanno affrontato i quesiti per le classi di concorso A019, materie giuridico economiche, e A034, elettronica. Tra i concorrenti (2500 per soli 23 posti per le materie giuridico economiche e 470 per i 2 posti per elettronica) tanti over 40 e donne inoccupate o con lavori incompatibili con la famiglia e i figli. 


«Il sogno è sicuramente il posto fisso e in particolare insegnare», spiega Carmen 35 anni di Salerno. Marianna invece, ha un lavoro in banca: «Ho deciso di farlo perché ho due figlie e il lavoro che ho non mi lascia molto tempo per loro».
Parecchi gli uomini che con il concorso cercano di cambiare lavoro o di assicurarsi un futuro vista la crisi economica. «Sono un avvocato - spiega Raffaele, casertano di 40 anni - ma la professione non è più quella di una volta, è stata mia madre a convincermi a fare questo concorso. Uno stipendio fisso é fondamentale».
Al liceo scientifico Avogadro, a Roma, tra i candidati c'é anche chi si è iscritto «per curiosità, per vedere come era strutturata la prova» e ha abbandonato l'aula dopo pochi minuti consegnando il foglio "in bianco".
Le prove scritte andranno avanti fino al 21 febbraio, coinvolgendo via via le varie classi di concorso. In coda, il 28 febbraio e il primo marzo, quelle riservate agli aspiranti insegnanti di scuola dell'infanzia e primaria che avrebbero dovuto cominciare per primi (l'11 e il 21 febbraio) ma si sono visti spostare le date a causa del maltempo che ha flagellato nei primi giorni della settimana soprattutto le regioni del Nord. A questo proposito dal Codacons è arrivata la minaccia di una class action. L'associazione di consumatori ha presentato ieri una formale richiesta al ministero dell'Istruzione affinché disponga risarcimenti in favore di quei candidati che hanno speso soldi per partecipare alle prove rimandate in ragione delle condizioni meteorologiche. E in caso di rifiuto minaccia un'azione collettiva al Tar.