SANITA'

Abruzzo/Zuccatelli, sub commissario sanità: «se vado via lo decido dopo le elezioni»

«Il lavoro continua, ma i manager Asl sono troppo autonomi»

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Giuseppe Zuccatelli

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ABRUZZO. «No. Non me ne vado. Almeno per ora. Affronterò il problema dopo queste elezioni».
Giuseppe Zuccatelli, sub commissario regionale alla sanità, smorza subito l’allarme suscitato dalla sua mail al presidente-commissario Gianni Chiodi. E spiega a PrimaDaNoi.it che il messaggio ipotizzava le dimissioni solo per il timore che all’assessorato si insistesse a «fare le nozze con i fichi secchi», cioè se fosse continuata la carenza di personale che rende quasi impossibile il suo lavoro.
«I decreti, i documenti della struttura commissariale li posso ideare, proporre, discutere, ma se me li debbo pure scrivere io…. Anche su altre scrivanie ci sono provvedimenti che si fatica a licenziare. Inutile nasconderlo, l’emergenza personale c’è e complica il lavoro».
 La mail, infatti, faceva riferimento a provvedimenti urgenti ed indifferibili che rischiano di bloccarsi: questo può avere conseguenze sulla sua decisione di andare via?
«Il periodo pre-elettorale comporta una certa stasi, non solo qui, ma anche al tavolo romano di monitoraggio – spiega Zuccatelli – e quindi rinvio al dopo elezioni la richiesta di fare il punto della situazione sia con Chiodi che con il ministro. Il lavoro perciò continua, per esempio sul rinnovo del Programma operativo, scaduto a dicembre. Inoltre l’Abruzzo può uscire dal commissariamento e bisogna lasciare la sanità in condizioni da approntare un nuovo Piano sanitario».
 Ma fino a quando ci sarà il commissario?
«Nella sanità abruzzese c’erano due problemi: il riequilibrio finanziario, che c’è stato, e la qualità in sanità, su cui bisogna ancora lavorare».
 Per questo l’Intersindacale sanitaria le ha chiesto di costituire la Consulta regionale: vuole contribuire alle scelte in sanità con una partecipazione più ampia degli addetti ai lavori: «Dovrebbero capire che con il commissario c’è un rallentamento dei rapporti istituzionali, di conseguenza tutte le relazioni sono sospese o meglio rallentate. Ma io parlo con tutti».


L’impressione è che i sub commissari (anche Giovanna Baraldi) vengono in Abruzzo – come altrove – per applicare le formule dell’Agenas, l’agenzia sanitaria nazionale. E questo provoca difficoltà di adeguamento ai decreti così concepiti, visto che ogni regione è diversa: «Non è proprio così – continua Zuccatelli – non esistono soluzioni semplici e buone dappertutto, questo capita sotto le dittature. In realtà il ruolo del sub-commissario è da inventare giorno per giorno. Lo so bene io che in Campania ho rivestito questo ruolo per un anno e mezzo. Faccio un esempio: a livello nazionale si tagliano i Punti nascita che non raggiungono un certo numero di parti. E questo avviene per assicurare al bambino un’assistenza degna di questo nome e non solo un posto qualsiasi dove nascere. Allora chiudiamo Sulmona che non raggiunge i numeri? Stiamo valutando: l’Abruzzo ha una conformazione orografica particolare, non si può chiudere senza tenerne conto. Lo stesso impegno c’è in altri settori».
 Ad esempio?
«La Baraldi ha prodotto una grande quantità di provvedimenti, non sempre conclusi. Adesso li stiamo completando. Penso al Piano per l’emergenza urgenza, a quello della residenzialità, agli accordi di confine per limitare la mobilità passiva».
 Però finora le Marche hanno detto no: «Non decide la Regione Marche da sola, se Roma dice si, l’accordo si firma perché gli egoismi regionali alla fine non pagano». Eppure alle cliniche è stato impedito di operare per recuperare questa mobilità passiva: «Non è proprio così: sui Drg normali si poteva lavorare, ma volevano quelli inappropriati…»
 Sulla prevenzione che programmi ci sono?
«Di incentivarla soprattutto con lo screening sulla mammella, sull’utero e sul colon». Le Asl collaborano?
«Non proprio e non tutte. Il rapporto con i direttori generali è complicato, perché hanno un atteggiamento autonomo molto “interpretato”. Forse in Abruzzo il tempo si è fermato e qualcuno non ricorda che funziona diversamente: la Regione decide ed il dg esegue. Quindi il rapporto con i manager diventa faticoso».
 Il tempo stringe. Nella sala riunioni dell’assessorato Cisl, Cgil e Uil aspettano il sub commissario per un incontro sul servizio di prevenzione degli incidenti sui posti di lavoro. Il progetto di Zuccatelli prevede di aumentare il personale dei controlli: +15% in questo e nel prossimo anno, +20% nel 2015. Il tutto per raggiungere gli standard nazionali. Anche questa è sanità.


Sebastiano Calella