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Abruzzo/La Cisl a Chiodi: «confronto immediato sulla gestione del personale»

Critiche ai direttori che decidono le assunzioni senza coordinamento

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Abruzzo/La Cisl a Chiodi: «confronto immediato sulla gestione del personale»

Bonanni e Spina

ABRUZZO. La Cisl regionale lancia l’allarme contro le manovre improvvisate che rischiano di verificarsi all’assessorato regionale alla sanità (e non solo): sotto accusa è il modo scoordinato con cui i direttori disattendono i criteri generali della gestione del personale.

Il segretario Maurizio Spina e Vincenzo Traniello, responsabile regionale della Funzione pubblica, scendono in campo con una lettera indirizzata al presidente Gianni Chiodi ed all’assessore Federica Carpineta per segnalare - in generale - che «l’indeterminatezza della gestione del personale, oggi frammentata tra nove Direzioni, richiede un coordinamento forte che non può trovare soluzioni attraverso la sola ed esclusiva conferenza dei Direttori».
 Prendendo spunto dalle recenti “contorsioni” registrate all’assessorato regionale alla sanità per coprire i vuoti del personale – come anticipato da PrimaDaNoi.it - la Cisl sostiene che «gli ultimi episodi non sono che l’epilogo di un malessere o di un costume purtroppo fortemente storicizzato all’interno dell’Ente Regione. Inoltre abbiamo registrato anche una disdicevole interferenza istituzionale da parte del Consiglio regionale nelle politiche di gestione del personale».
 Insomma «serve certamente un’operazione di potenziamento del personale dove manca – spiega meglio Spina - e pensavamo di esserci riusciti attraverso l’incorporazione dei dipendenti in esubero dei vari enti disciolti. Ma ora serve urgentemente stabilire un riassetto generale che può essere realizzato solo con una programmazione chiara e trasparente».
 Dunque «nessuna scorciatoia – aggiunge Vincenzo Traniello, Fp - la Regione Abruzzo non è costituita da nove Direzioni autarchiche: esse necessitano di un coordinamento e di un indirizzo autorevole della gestione complessiva delle risorse umane. Inoltre la programmazione dei fabbisogni del personale deve correlarsi con le compatibilità di bilancio attraverso una modulazione delle assunzioni nel rispetto delle priorità».
 Al posto di tutto questo, c’è stato al contrario tra gli assessori e i direttori delle strutture regionali un acuirsi delle contrapposizioni sul personale, visto che ogni direzione pretende di gestire le risorse umane in modo autonomo, senza alcun coordinamento: «questo provoca uno scollamento dell’Ente e un deficit organizzativo e gestionale – conclude la Cisl - che si ripercuotono negativamente sull’efficacia della gestione amministrativa della Regione, con effetti negativi sul personale e sulla certezza del diritto. Serve maggiore trasparenza».
 Detto in altre parole, l’assessorato alla sanità non è una riserva indiana in cui il Gran capo decide di testa sua e così non lo sono nemmeno gli altri assessorati. Ma secondo la Cisl, questa lotta interna per assicurare posizioni ad alcuni inventando regole e bypassando quelle che già ci provoca uno spreco di competenze, di professionalità e di risorse che la Regione Abruzzo non può permettersi. Addirittura questo comportamento di scegliere solo persone fidate «potrebbe costituire un vulnus per l’Ente» che con questo personale scelto non per meritocrazia si troverebbe nell’impossibilità di rispettare le scadenze normative e gli impegni con il Governo e con l’Europa. Ma questo «porterebbe – conclude la Cisl - tutta l’amministrazione regionale ad assumersi responsabilità di tipo penale, contabile e civile». Di qui la richiesta di un tavolo immediato per il confronto con tutti i sindacati: servirà ad evitare uno sfilacciamento ulteriore, che condurrebbe ad un blocco dell’erogazione dei servizi alle imprese ed ai cittadini.

Sebastiano Calella