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Abruzzo/ Movimento 5 Stelle: «abolire tutte le Province il prima possibile»

«Ci dispiace per la politica ma le poltrone diminuiranno»

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Abruzzo/ Movimento 5 Stelle: «abolire tutte le Province il prima possibile»
ABRUZZO. I presidenti delle quattro Province abruzzesi hanno lanciato ieri un appello ai candidati parlamentari.




In un documento
hanno messo uno dietro l’altro i grandi problemi degli enti provinciali chiedendo di delineare il futuro dei prossimi anni. «Non abbiamo neppure i fondi per garantire l'ordinaria amministrazione», ha detto Enrico Di Giuseppantonio, «e qui in Abruzzo i problemi sono accentuati dai mancati trasferimenti della Regione, che ha azzerato i fondi in nostro favore».
Il primo partito a rispondere all’appello dei quattro presidenti è stato il Movimento 5 Stelle che senza troppi giri di parole ha spiegato il proprio punto di vista «molto semplice e netto»: «le Province devono essere abolite, il prima possibile. Ovviamente parliamo della parte politica (presidenti, assessori, consiglieri e spese correlate), e non dei servizi erogati e del personale che andrà ricollocato negli altri enti locali (Regione e Comuni)».
Il Movimento 5 stelle Abruzzo «s'impegnerà in Parlamento per attuare una riforma degli enti locali che preveda proprio l'eliminazione delle Province: ci dispiace per i partiti, ma le poltrone diminuiranno sempre di più», avvertono. «Proprio per questo motivo, non ci siamo mai presentati e mai lo faremo alle elezioni provinciali.
Ma il Movimento si scaglia anche contro la classe politica (nazionale e locale) che si sarebbe rivelata del tutto inadeguata ad affrontare le criticità della regione su ambiente e lavoro: «per un semplice motivo: ne è essa stessa la causa».
«L'ambiente e il lavoro», vanno avanti, «devono essere affrontati in maniera sinergica e contestuale, sia perché la valorizzazione del territorio e la salvaguardia dell'ambiente possono diventare occasioni di sviluppo e occupazione, soprattutto in una regione come l'Abruzzo, sia perché non è più proponibile una idea di sviluppo che non tenga conto dell'impatto ambientale e delle ricadute, dirette e indirette, sul territorio e sulla collettività (Taranto docet)».
Su questi due argomenti verteranno anche i due incontri tematici aperti a movimenti, associazioni, sindacati, comitati abruzzesi: l'11 febbraio alle ore 16 (ambiente) e il 14 febbraio alle ore 10 (lavoro).