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Abruzzo/Sanità: il sub commissario Zuccatelli minaccia le dimissioni

«Senza personale me ne vado»

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Chiodi con il subcommissario Zuccatelli

Chiodi con il subcommissario Zuccatelli

ABRUZZO. Una mail di Giuseppe Zuccatelli, sub commissario alla sanità, toglie il sonno a Gianni Chiodi.



Il messaggio è: «O mi date il personale che serve o me ne vado». Per la precisione questo è il secondo sollecito in pochi giorni, dopo che una prima mail non ha avuto risposta. Scrive Zuccatelli al commissario Chiodi, all’assessore Federica Carpineta, al direttore del personale Gianluca Caruso ed a quello dell’assessorato Maria Crocco: «vi ho già chiesto di rimpiazzare il personale che manca, ma non mi sono giunte risposte, soprattutto dall’assessore competente. Così non si può andare avanti. Aspetto con urgenza decisioni concrete».
Al telefono da Roma, con molta disponibilità il sub commissario Zuccatelli ha chiarito bene il concetto: «E’ sempre molto difficile fare le nozze con i fichi secchi – ha spiegato con un modo di dire che fotografa la situazione dell’assessorato – mancano 4 dirigenti e 5 quadri intermedi. Io mi sono fatto sentire perché non sono stati assunti quei provvedimenti che Chiodi aveva promesso. Sia chiaro: per carattere io non sono uno che abbandona la nave quando affonda, ma se continua così sarò costretto a prendere una decisione. Ci sono in vista adempimenti normativi obbligatori che sarà molto difficile affrontare con questa carenza di personale. Servono forze aggiuntive».
Pensate di far fronte a questa emergenza ricorrendo al comando di personale da altre amministrazioni? Oppure questa emergenza è il grimaldello per far passare i comandi che i sindacati non vogliono? «Sono scelte non di mia competenza: ieri ho scritto solo che senza personale non si può lavorare. E finora non hanno risposto. Si attiveranno?»
Da quello che se ne sa anche il direttore Maria Crocco lamenta di essere rimasta senza funzionari. In realtà a fine dicembre scorso nulla è stato fatto per contrastare questa carenza di personale e addirittura è stato rimandato alla Asl di provenienza il funzionario che firmò la lettera di sconfessione dell’ospedale di comunità di Gissi, inaugurato dallo stesso Chiodi anche se non poteva essere attivato.
E se a dicembre è stato il personale dell’assessorato è diminuito ancora, ora si rischia addirittura di più: tra marzo ed aprile arrivano a scadenza i contratti a tempo determinato con i quali l’assessore Lanfranco Venturoni - attraverso un concorso - aveva inserito in organico un gruppo giovane e motivato. Ora si vorrebbe sostituire quel gruppo con i “comandati”, il che potrebbe essere un modo meno trasparente di gestire l’emergenza.
In realtà tutto sarebbe più semplice se l’assessore Carpineta avesse preparato per tempo il piano del fabbisogno del personale con cui sarebbe stato più semplice gestire meglio i vuoti che si creano tra i dipendenti.
Adesso, invece, sui comandati c’è qualche divergenza tra i sindacati, visto che si tratta di tutelare chi il posto di lavoro già ce l’ha (in altre amministrazioni) senza preoccuparsi di chi il posto lo perde, come i 14 del concorso Venturoni. Forse Zuccatelli ha visto più avanti degli altri.


Sebastiano Calella